Friuli - Venezia Giulia
Asta dell'Università di Trieste
Il governo vende l'università ai privati? Lo facciamo prima noi!
Asta dell'Università di TriesteSi informa la cittadinanza che il coordinamento 133 in concomitanza dell'inaugurazione dell'anno accademico 2009/2010, indice un'asta pubblica con lo scopo di trovare i fondi mancanti tramite offerte dei pubblici cittadini..... Gli oggetti messi in vendita rappresentano parti fondamentali dell'università pubblica, le quali, secondo il nuovo disegno di legge, non troveranno finanziamenti nel prossimo futuro.
L'asta offre una vasta gamma di possibili acquisti: a partire dai ricercatori, passando attraverso interi corsi di laurea finendo con oggetti simbolo dell'università degli studi di Trieste.
Il coordinamento 133 si propone con tale iniziativa di aprire il dibattito pubblico intorno a questo nuovo disegno di legge inerente l'università pubblica. L'iniziativa ha l'obiettivo di dimostrare, anche in maniera teatrale la gravità della situazione …..
CENSIMENTO … DI NUOVO … MA VA!
Il caso. Brunetta annuncia: sarà pronto entro un mese
Berlusconi: i travet hanno più soldi, adesso spendano
di GIORGIO LONARDI
(al centro) il ministro Renato Brunetta
Vuole sapere quanti sono i precari annidati in ogni angolo della pubblica amministrazione, Renato Brunetta. E così durante un incontro alla Bocconi il ministro ha annunciato di aver preso carta e penna per promuovere un vero e proprio censimento. L’obiettivo: consegnare entro un mese un report al Parlamento che dovrà decidere assieme al governo cosa fare. Precisa: “Per quella data dirò quanti sono i precari, da quanto sono assunti e in quale modo. Ne vedremo delle belle: perché è chiaro che la chiamata diretta spesso nasconde assunzioni di tipo clientelare pilotate dalla politica o dai sindacati”. E se fra 30 giorni qualche ente pubblico non avesse risposto? Niente paura: “Quelli che non risponderanno vuol dire che non hanno precari”.
Ovviamente Brunetta si guarda bene dal caldeggiare l’idea di una regolarizzazione di massa. Ammonisce: “Non accetterò mai moratorie per tutti”. Poi sorride comprensivo: “Vedremo chi ha titolo per una tabilizzazione. Ma di questo darò conto a Parlamento, governo e sindacati”. Quindi s’infervora: “Io sono rontissimo per quelli che ne avranno titolo, per quelli che sono nella pubblica amministrazione da troppo tempo, per quelli che hanno avuto un percorso selettivo corretto, a trovare forme di regolarizzazione ma non avrò pietà per quelle amministrazioni che avranno fatto carne di porco di queste modalità di assunzione”.
Fin qui Renato Brunetta. Quanto a Silvio Berlusconi dopo aver lodato il suo ministro (”ha ridotto del 40% l’assenteismo”) si è lanciato in una previsione mirabolante: entro il 2012 “non ci sarà più carta nella pubblica, tutto sarà digitalizzato. I cittadini e le imprese potranno avere su Internet tutto quello di cui hanno bisogno dallo Stato”. In attesa che la carta scompaia dagli uffici il presidente del Consiglio ha invitato i dipendenti pubblici a fare shopping e a stare tranquilli. Dice Berlusconi: “Non devono avere preoccupazioni: il posto è sicuro, hanno avuto un incremento dello stipendio, c’è un abbattimento dei costi riguardo al gas e alla benzina, i prezzi sono contenuti e il potere d’acquisto del loro stipendio non è diminuito”. Tutto bene, dunque. “I dipendenti pubblici”, sostiene ancora il presidente del consiglio, “non hanno motivo di modificare le loro abitudini economiche”. Quanto alla situazione economica meglio non enfatizzarla. Certo, ammette Berlusconi “la crisi sembra particolarmente grave, ma la sua estensione nel tempo dipenderà dai nostri comportamenti”. In ogni caso, promette, “non ci saranno situazioni di miseria”.
(10 marzo 2009)
