Emilia Romagna

L'Università di Parma contro la legge 133

UniPRotesta - Lun, 06/07/2010 - 16:29
Sito/Blog in costante aggiornamento... (La pubblicità che compare in questo sito non è controllata da noi e non la condividiamo)

UniPRotesta: L'Università di PaRma PRotesta! Docenti, ricercatori, dottorandi, studenti e personale tecnico amministrativo uniti per salvare l'Università Pubblica
e-mail: unipr.protesta@gmail.com


UniProtesta invita a leggere la mozione dei Presidi delle Facoltà
di Scienze del 20 Maggio 2010 sui ricercatori

(la trovate su : http://www.conscienze.eu/)

Ed invita Ordinari ed Associati a sottoscrivere la mozione di appoggio che trovate qui: http://w3.disg.uniroma1.it/unira/


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ADESIONE SCIOPERO 18 Marzo &
MOBILITAZIONE EUROPEA 18-20 marzo 2009(decisioni prese in seguito ad assemblee tenutesi a chimica Ven. 27 febbraio e Giov. 5 marzo, Ven 13 marzo)

>>>>>>>>>>>>> VOLANTINO <<<<<<<<<<<<<<
Vedi appello mobilitazione europea ... 18 marzo: sciopero FLC-CGIL

CALENDARIO provvisorio LEZIONI IN PIAZZA (VENERDÌ 20 MARZO 2009)

(chi non compare è pregato e vuole aderire è pregato di inviare mail a unipr.protesta@gmail.com)

sono necessari nuovi segnali, i problemi per cui abbiamo protestato pochi mesi fa non sono risolti, le prospettive sempre meno rosee e la condizione, soprattutto economica, dell'università italiana si è ulterioriormente aggravata

MERCOLEDÌ 18 MARZO h. 10 - PREFETTURA di PARMA
PRESIDIO per SCIOPERO
in corrispondenza allo SCIOPERO, indetto dalla CGIL, per il comparto della conoscenza (FLC-CGIL: scuola, università, ricerca, AFAM) è stato proposto di partecipare al PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI PARMA, dalle ore 10, assieme ai manifestanti della scuola. Avverrà poi l'incontro con il prefetto da parte di una delegazione, cui per l'università farà probabilmente parte qualcuno di uniPRotesta.

GIOVEDÌ 19 MARZO h 15 - aula FERRARI, plesso di v. D'AZEGLIO (LETTERE)
CONFERENZA STAMPA

per inviare segnali all'opinione pubblica, dopo tutti questi mesi, cercando di far capire che i problemi esistono ancora, è stato pensato di fare una breve CONFERENZA STAMPA, nelle sedi in centro dell'università, cui invitare anche rappresentanti delle scuole e delle istituzione ed in cui presentare brevemente la gravità del problema e le motivazioni dell'adesione a tale appello.

VEN. 20 MARZO h. 10-12 e 16-18 - p.za GARIBALDI
LEZIONI IN PIAZZA
nell'ultimo giorno si è pensato di riproporre LEZIONI IN PIAZZA per tutta la mattina, anche se in forma più breve (20-30' min a lezione). Le lezioni si terrebbero contemporaneamente in più punti di P.za Garibladi, almeno due.
Tutti i docenti che sono disponibili possono scrivere una mail ad unipr.protesta@gmail.com con oggetto 'LEZIONI'




Riassunto finanziamenti e spese di uniPRotesta


Un link ad un documento interessante... (by A. Girlando)
Documento Universitas Futura

GRUPPO MUSICALE di UNIPROTESTA !!! volantinoVogliamo provare ad organizzare un concerto di UniPRotesta. Si tratta di raccogliere musicisti di tutto l'Ateneo (studenti, docenti, ricercatori...) e creare un'orchestra che eseguirà poi uno spettacolo con musiche originali, scritte per l'occasione.
L’orchestra non è da intendersi in senso classico, è infatti aperta a qualsiasi strumento, strumenti classici, strumenti rock, elettroniche, strumenti etnici, voci narranti, voci cantate... qualsiasi cosa.
I musicisti che fossero interessati a farne parte possono contattare Lorenzo (tel: 3283641589, e-mail: lorenzo.cavatorta@studenti.unipr.it) al più presto per cominciare ad organizzare la cosa.
E ' richiesta disponibilità per le prove e possibilmente la capacità di lettura ed esecuzione di uno spartito (anche non a prima vista) o di un'intavolatura (tab).



RISOLTI I PROBLEMI DI COMUNICAZIONE via MAIL per ricevere informazioni mandate una mail a
uniprotesta_infostudenti+subscribe@googlegroups.com
oppure
uniprotesta_infodocenti+subscribe@googlegroups.com
(docenti e studenti di cui abbiamo il contatto stanno già ricevendo inviti ad iscriversi)
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Roma 14 Novembre
Manifestazione Nazionale contro la Legge 133

UniPRotesta c'era!
Parma 12 Novembre

Ancora una volta abbiamo portato in città le ragioni della nostra mobilitazione con la lezione Perchè andiamo a Roma.

A seguire il grido di rabbia dell'Universita ha investito le strade di Parma con il flash noise L'Università si fa sentire
L'Università di Parma scende in Piazza!

Per dare visibilità alla protesta, Professori, ricercatori e studenti organizzano LEZIONI IN PIAZZA



TUTTI GLI ORARI
Mercoledì 12 Novembre
Martedì 11 Novembre


tutte le lezioni - lezioni passate

Per i docenti: istruzioni per proporre lezioni


Le posizioni dell'Università di Parma. Documenti Ufficiali:
  • Delibera Senato Accademico del 28 Ottobre. Leggi documento
  • Mozione del Consiglio di Facoltà di Ingegneria, 20 Novembre 2008. Leggi documento
  • Assemblea aperta Scienze, 27 Ottobre 2008. Leggi documento
  • Facoltà Straordinaria Scienze, 22 Ottobre 2008. Leggi documento
Prossimi appuntamenti:

  • Le facoltà di Lettere e Farmacia, seguando l'esempio dato da Scienze, hanno messo all'ordine del giorno nei rispettivi consigli la discussione della 133. Sosteniamo la presa di posizione degli Organi ufficiali!
    PRESIDIO Martedì 4 presso Facoltà di Lettere (plesso via D'Azeglio) dalle 17.00
    PRESIDIO Mercoledì 5 presso Facoltà di Farmacia (Campus) dalle 8.30
  • Martedì 4 ore 12.30 ASSEMBLEA INFORMATIVA sulla Legge 133 ad Ingegneria (Campus).
  • Prossima assemblea di coordinamento ad inizio della prossima settimana. Lunedì 10 o Martedì 11 in orario 12.30-14.30 probabilmente nell'edificio di chimica. Speriamo di potervi dare presto comunicazioni più precise!

Aggiornamenti

  • Lunedì 3 Novembre: Assemblea a Chimica in cui si è deciso di proseguire con la didattica in Piazza e di aprirla a docenti di tutte le Facoltà. Sono stati costituiti 2 gruppi di studio/lavoro, uno per fare rassegna stampa ed uno che si occupi della raccolta e l'elaborazione di dati sull'Università Italiana. E' prevalsa l'idea di partecipare alla Manifestazione Nazionale a Roma contro la Legge 133 del 14 Novembre.
  • Giovedì 30 Ottobre 2008: Manifestazione e corteo contro gli attacchi alle Università e Scuole Pubbliche
  • Lunedì 27 Ottobre 2008: Assemblea a Scienze, per decidere le iniziative da prendere durante il blocco delle lezioni
  • Giovedì 23 Ottobre 2008: corteo di protesta lungo via d'Azeglio, fino a piazza Garibaldi, si è celebrato un funerale simbolico dell'Università pubblica
  • Mercoledì 22 Ottobre 2008; Consiglio di Facoltà di Scienze MM. FF. NN. alla presenza del Rettore, il Consiglio di Facoltà ha ampiamente discusso le conseguenze della legge 133 per l'Università e in particolare per il nostro Ateneo, e le iniziative da intraprendere. La posizione della Facoltà emersa dal dibattito è raccolta in un documento approvato a larghissima maggioranza. In coda alla seduta della Facoltà, l'Assemblea ha deciso la sospensione dell'attività didattica da lunedì 27 fino all'Inaugurazione dell'Anno Accademico, abbinata ad iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
  • Creato su facebook il gruppo Sostieni UniPRotesta. Ci auguriamo che possa rappresentare un potente strumento per far conoscere uniPRotesta e per promuovere le prossime iniziative. ISCRIVITI!!
  • DL 155 del 9/10/08: provvedimenti per far fronte alla crisi finanziaria (decreto "salvabanche"): ancora tagli ad Università e Ricerca del 10.5 % (clicca per leggere il testo comma 7a)
  • Giovedì 9 Ottobre 2008: costituito un comitato di coordinamento della protesta dell'Università di Parma: composto da docenti, ricercatori, dottorandi, e studenti il comitato, che in futuro si spera aumenterà la propria rappresentatività con l'ingresso di componenti delle facoltà ora mancanti, avrà il compito di coordinare le azioni che si deciderà di intraprendere (qui la composizione del coordinamento della protesta con i contatti)


La protesta sul web:

La protesta dei precari del CNR a Parma

Wonder what the foreign press is saying about Law 133?
spiegazione della legge in lingua inglese e rassegna stampa estera

Università di Firenze - Ricercatori
Università Modena e Reggio - Ricercatori
Università di Bologna - No133
Università di Pisa - Assemblea No133
Università di Padova - Studenti
Università di Brescia - Studenti
Università di Verona
Università di Trento
Università della Calabria
Brindisi - Ricercatori precari ENEA

ancora:
Associazione Dottorandi Italiani
Università di Pisa- 133.anche no

altre proteste in atto: vai


Sulla stampa, ultimi articoli:

29 Ott 2008 Gazzetta di Parma "Dopo la fiaccolata anti-Gelmini, oggi lezioni in piazza" Articolo Gazzetta
25 Ott 2008 Gazzetta di Parma: "La protesta contro i tagli continuerà lunedì" Articolo Gazzetta
24 Ott 2008 Repubblica Parma: "Memorie di un manifestante ce n'est qu'un debut" Articolo parma.repubblica
23 Ott 2008 Gazzetta di Parma: "In corteo per "i funerali dell'università": sfilano in 2.500" Articolo Gazzetta
22 Ott 2008 Gazzetta di Parma: "Tagli alle Università: i professori di Scienze sospenderanno le lezioni per protesta" Articolo Gazzetta
18 Ott 2008 Repubblica: "La protesta sul web" Articolo Repubblica
17 Ott 2008 Repubblica: "Scuola, a Roma corteo contro la Gelmini" Diretta Repubblica
16 Ott 2008 Repubblica: "Le università in rivolta" Articolo Repubblica
16 Ott 2008 Repubblica Parma:"Ricercatori, prof e studenti, protesta per l'Università" Articolo parma.repubblica
16 Ott 2008 Gazzetta di Parma: Foto Assemblea a Chimica Foto
resto della Rassegna stampa




Adesione appello ai Rettori per il blocco dell'apertura dell'anno accademico


Discorso di Piero Calamandrei sulla scuola pubblica (1950)


[ipse dixit] "...
Nello specifico, premesso che la manovra finanziaria dispone riduzioni progressive del Fondo per il
finanziamento ordinario delle università di 63,5 milioni di euro per il 2009, di 190 per il 2010, di
316 per il 2011, di 417 per il 2012 e di 455 a decorrere dall'anno 2013, è opportuno confermare che
il settore universitario riveste una importanza strategica per il nostro Paese, nella considerazione che
l'alta formazione e l'attività di ricerca scientifica che si svolgono nelle università costituiscono un
fattore di crescita della competitività.
..."
On. Giuseppe Pizza - Sottosegretario Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca
Interpellanza parlamentare 18 settembre 2008
(segnalato da Prof. R. Ungaro)


Categorie: Emilia Romagna, Italia

AUGURI

No 133 Bologna - Gio, 12/24/2009 - 23:59
AUGURI DI BUONE FESTE, PER UN 2010 SERENO.
ALTRE BATTAGLIE CI ASPETTANO E NOI SAREMO PRONTI A VINCERLE.
CORAGGIO STUDENTI. NON ABBIATE PAURA DEL POTENTE, NON ABBIATE TIMORE DELLA CRISI. NON ABBIAMO NULLA DA PERDERE, MA UN NOSTRO GRANDE FUTURO DA GUADAGNARE.

NO133BOLOGNA

VENITE A TROVARCI SU FACEBOOK.
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000538714591&ref=nf
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Pensare la valutazione per uscire dalla crisi dell’Università

No 133 Bologna - Gio, 12/17/2009 - 17:11

Gli studenti e le studentesse dell'Università di Bologna si sono presentati "senza invito" in Rettorato per un incontro promosso dal Nucleo di Valutazione dell'Alma Mater sulla valutazione e sulla didattica.

Agli interventi previsti si è aggiunto quello degli studenti dell'Onda e dei ricercatori precari che hanno letto un documento, col quale è stata lanciata a presidi, docenti e rettore la proposta di un'apertura di tavoli sulla didattica nelle facoltà, affinchè siano i soggetti che vivono realmente l'università a decidere sul proprio percorso formativo e sulla propria didattica.

Documento:

Siamo studenti e ricercatori, ogni giorno con il nostro lavoro produciamo saperi nell'università-azienda. Produciamo ricchezza. E' questa consapevolezza che ci ha spinti a prendere parola in questa sede. La didattica e la valutazione per noi, sono temi centrali sui quali sentiamo la necessità di esprimerci.

Siamo gli studenti che vivono negli anni del 3+2, nell'epoca del processo di Bologna, che subiscono la misurazione in crediti e la parcellizzazione idiota e artificiale del sapere; che continuano a subire i tagli radicali alla formazione, la moltiplicazione delle barriere all'accesso lungo il percorso formativo e il costante aumento delle rette.

Negli ultimi 20 anni abbiamo subito, quasi mai passivamente, continue riforme dell'Università che hanno prodotto esclusivamente dequalificazione dei saperi. Pensiamo che la riforma Gelmini approfondisca questo processo.

Siamo i ricercatori che non hanno fondi per le proprie ricerche, che subiscono il ricatto della precarietà.

Siamo i ricercatori che in questo Ateneo forniscono prestazioni gratuite, costretti a sacrificare tempo e risorse per trovare un modo per costruirsi una vita.

Siamo studenti e ricercatori e siamo stanchi di subire l’incessante dequalificazione della didattica, della ricerca e dei saperi.

Lo scorso autunno abbiamo partecipato ai cortei dell'Onda, quello straordinario movimento che ha saputo opporsi ai tagli dell'università e della ricerca, che ha saputo definire delle strategie di uscita dalla crisi dell'Università. Oggi non ci lasciamo ingannare dalla retorica del merito del ministro Gelmini il cui scopo principale è mascherare una realtà fatta di tagli e dismissione dell'università pubblica. Ci rifiutiamo di pensare la qualità della didattica come un premio per pochi. Crediamo piuttosto che l'accesso ad una didattica e ad un sapere di qualità sia un diritto di tutti. Non capiamo perché dovremmo indebitarci per poter studiare, già prima di entrare nel mercato del lavoro. Anzi no lo capiamo benissimo: il prestito d'onore serve a renderci ancora più precari.

Per questo siamo quelli che quando scendono in piazza scrivono sugli striscioni "La Gelmini non ci merita", per questo l'11 dicembre scenderemo in piazza insieme agli studenti medi, insieme ai precari della scuola, formando un corteo autonomo che dica "no" in maniera decisa alla politica dei tagli che ha attaccato trasversalmente tutto il mondo della formazione, che dica “no” allo smantellamento dell'università pubblica e al tentativo di renderci ancora più precari. L'11 dicembre sarà un giorno importante per i tanti che come il rettore, i prorettori, i presidi e docenti presenti in questa sala hanno a cuore il destino dell'Università. A loro rivolgiamo il nostro invito a partecipare a quella giornata.

Le riforme dell’Università promosse da tutti i governi degli ultimi due decenni non hanno mai avuto come principale campo di interesse la didattica e la ricerca, non per questo non hanno inciso negativamente su questi due ambiti. Tutto il contrario. Dal processo di Bologna in poi, ogni intervento sull’Università ha contribuito allo smantellamento del sistema della formazione. Non siamo nostalgici. Pensiamo le trasformazioni del presente sempre in termini innovativi e mai conservativi. E’ a partire da questo assunto che mentre tutti continuavano a pensare con criteri economicistici, noi, studenti e ricercatori, sin dall’inizio abbiamo messo al centro dei nostri ragionamenti e delle nostre pratiche la qualità della didattica e della ricerca.

Abbiamo deciso di prendere parola su una parte importante della nostra vita, di dare voce e possibilità concrete a quel desiderio comune e diffuso di apprendere, di innovare le pratiche di produzione e condivisione dei saperi. E’ da qui, dalla voglia di imparare, di studiare e di fare ricerca, desiderio continuamente mortificato dalle riforme imposte dai governi, che bisogna ripartire anche solo per pensare la riqualificazione della didattica e della ricerca. Non partiamo da zero. Già da tempo in alcune Facoltà di questo Ateneo sono nati percorsi didattici e formativi gestiti insieme da studenti, ricercatori, docenti e figure di alto profilo del mondo della cultura.

Abbiamo costruito e continuiamo a costruire, con passione e tenacia, esperimenti didattici puntando sulla collaborazione e la cooperazione tra le diverse figure della relazione didattica, ciascuna con le proprie competenze. Li abbiamo battezzati seminari di autoformazione: percorsi formativi in cui gli studenti hanno la possibilità concreta di incidere nella produzione del sapere e in cui al contempo i docenti e i ricercatori coinvolti trovano uno spazio di confronto e rielaborazione delle proprie conoscenze. Pensiamo che solo in questi termini la relazione didattica possa essere effettivamente produttiva.

E’ nella costruzione di questi percorsi che ci siamo accorti che esiste un'opportunità concreta di riqualificare la didattica. Una riqualificazione che non può prescindere dalla richiesta di fondi e che non può basarsi su una meritocrazia costruita attorno a criteri quantitativi e temporali che inibiscono ogni spinta propositiva da parte delle figure che animano l’università.

Siamo convinti che non si possa valutare lo studente sulla base di una prestazione occasionale di cinque minuti in cui ci si limita a ripetere la lezione imparata a memoria.

Siamo convinti che solo a partire da questi percorsi formativi, improntati sulla cooperazione, si possa parlare di valutazione e qualità.

Pensiamo ancora, che la valutazione non possa essere slegata dalla possibilità di definire in autonomia progetti formativi, di scegliere un proprio percorso di studio e di ricerca, all’interno di un’offerta didattica all’altezza delle esigenze della contemporaneità.

E’ chiaro che la qualità della didattica ha bisogno di tempo. La caccia ai fuoricorso che si è scatenata è l'espressione diretta di un'università che ha deciso di non ragionare più in termini qualitativi: devi fare gli esami e farli nel più breve tempo possibile, senza il tempo di poter lasciare sedimentare le conoscenze apprese, di poter allargare gli orizzonti di studio e di ricerca.

L’università, lo abbiamo sottolineato più volte, è o meglio dovrebbe essere un luogo di ricerca, oggi elemento centrale nella produzione di ricchezza. E’ solo attraverso l’investimento sulla conoscenza e la formazione che è possibile pensare l’uscita dalla crisi economica. Il ddl Gelmini, invece, precarizza i ricercatori e li rende ancora più ricattabili. Pensiamo che la ricerca debba godere di ampi margini di autonomia. Autonomia della ricerca significa accesso diretto e non mediato ai fondi. Solo a partire da queste condizioni è possibile parlare di valutazione della ricerca troppo spesso basata esclusivamente sul numero delle pubblicazioni o sul numero di apparizioni nelle note a fondo pagina.

Abbiamo deciso di interrompere momentaneamente questo seminario, di prendere parola di fronte al Nucleo di Valutazione della didattica, di fronte ai presidi, ai docenti, al rettore e ai prorettori perché siamo convinti che di valutazione e didattica si debba continuare a parlare, ma rideclinando la retorica del merito portata avanti dalle ultime riforme. Certo, riteniamo assurdo non aprire la discussione che si svolgerà nella seconda parte del seminario a chi nelle facoltà sperimenta nuove pratiche didattiche e di valutazione, ma siamo decisi a promuovere un percorso costruttivo e aperto sui temi dell'incontro di oggi. Pensiamo sia indispensabile aprire nell'Ateneo e nelle Facoltà un dibattito sulla valutazione e la didattica che coinvolga tutte le figure che partecipano alla produzione dei saperi. Siamo altrettanto convinti che si debba partire proprio da quelle sperimentazioni didattiche che sono già una realtà in questo Ateneo.

Riteniamo sterili le analisi che si basano sui questionari a crocette che vengono distribuiti a lezione. Questi questionari promuovono un’idea di valutazione che si basa su criteri quantitativi, senza mettere in risalto né la qualità, né l’effettivo apprendimento, né la messa a valore delle capacità dei soggetti coinvolti.

Pensiamo che si debba trovare un modo per rovesciare il clima di disillusione generale che si respira negli ambienti universitari e che riscontriamo nelle dichiarazioni che leggiamo nelle pagine dei giornali.

Per questo chiediamo al rettore e ai prorettori di dare indicazioni affinché vengano convocati nelle singole Facoltà tavoli aperti agli studenti, ai ricercatori ai docenti in cui si possano affrontare questi problemi e lavorare insieme per costruire un diverso tipo di valutazione, di merito e di didattica. Chiediamo inoltre che questi tavoli vengano convocati prima dei prossimi Consigli di Facoltà, per non cadere in promesse sterili e a lungo termine. Ci piacerebbe che queste richieste fossero accolte come un’opportunità. Noi in tanto, continueremo a prendere parola.

Categorie: Emilia Romagna, Italia

PROGETTO STUDENTII DI DOMANI. ex no 133

No 133 Bologna - Sab, 11/28/2009 - 19:32
Salve uomini e donne del futuro..
sono gerd. il curatore di questo blog studentesco http://no133bologna.blogspot.com/ ., dopo le tante lotte intraprese a favore degli studenti, considero finita l'esperienza dei vari"no 133". pertanto. ho in mente di creare un UNICO blog, il quale riunisce le varie esperienze presenti e passate dei "no 133" locali. ampliandolo di contenuto, inserendo anche articoli e iniziative culturali e sociali promosse direttamente dagli studenti. in ambito nazionale ed europeo,

vi elenco dei punti, a mio avviso importanti. per la crescita di questo ipotetico blog, l'ultima espressione di democrazia nelle nostre mani.

un blog che racchiuda tutte le attività di lotta e culturali degli atenei e studenti italiani ed europei.
un blog che racconta le esperienze personali, le iniziative culturali di studenti, docenti e ricercatori. scritti da loro stessi
un blog che deve raccogliere idee sul futuro delle università nazionali ed europee.
un blog che informi gli studenti e I CITTADINI ,in modo chiaro. non solo,delle leggi riguardanti le università discusse in parlamento, temi culturali, scentifici e di attualità.
SENZA FARE POLITICA MA SOLO INFORMAZIONE OBBIETTIVA..
un blog gradevole graficamente e aperto mentalmente

suggerisco inoltre l'apertura di un forum per discutere sui temi della scuola e della ricerca, ma anche attualità e cultura.

una collaborazione intensa fra studenti in tutto il territorio

VENITE A TROVARCI SU FACEBOOK
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000538714591&ref=nf

voglio collaborare insieme a voi portando la nostra voce e potenziale fino alle stelle

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gerd dani
http://no133bologna.blogspot.com/
http://www.spaziogerdgroup.com/
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AIUTIAMOLI

No 133 Bologna - Gio, 11/26/2009 - 22:16
Assembla generale di connessione di tutte le università occupate in Austria

Venerdì, 27.11.2009

Dopoché le università di Vienna e Graz hanno avuto l'opportunità di ospitare la prima e seconda assembla generale di connessione di tutte le università occupate di Austria, Innsbruck ha adesso la possibilità di ospitare gli studenti amici delle altre università per discutere le richieste al governo di Austria e a tutta la Unione Europea. Tutti gli interessati, studenti, allievi, professori sono naturalmente invitati a partecipare in questo processo.

Specialmente vogliamo invitare tutti gli studenti del'estero al' aula occupata detta "SoWiMax", che ormai é già occupata da quattro settimane. Questo é piccolo cosmo di idee per innovare la educazione terziaria in Austria e tutta la Unione Europea. Vieni a Innsbruck e discuta con noi. Vi aiutiamo e parliamo con voi con più che piacere.

Venerdí, 27.11.09, ore 19:00
SoWiMax - Università di economie e science sociologiche
Universitätsstrasse 15
6020 Innsbruck
(5-10 min di cammino della stazione dei treni)


Il prossimo giorno c'é la possibilità di andare alla prima assembla generale a Monaco, Germania! (due ore di treno)



GERD DANI - SPAZIOGERD GROUP


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UNI BRENNT - UNIVERSITY OF VIENNA ON FIRE - L'UNIVERSITÉ DE VIENNE BRÛLE - Internationale Vernetzung
International Networking
Interconnexion globale

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protesta internazionale. UNIAMOCI

No 133 Bologna - Lun, 11/16/2009 - 01:27

CARI STUDENTI

Nelle ultime tre settimane studenti dell’Università di Vienna – e di seguito di tutte le maggiori università austriache – hanno protestato contro i recenti sviluppi nel sistema dell’educazione. Il fine del movimento è di forzare un dibattito critico sul concetto attuale di educazione, prevalente in tutti gli stati europei. A nostro avviso l’attuale concetto di educazione mette a rischio il diritto di tutti all’accesso libero a un’educazione di alta qualità. Vogliamo che i nostri governi considerino l’educazione come un investimento nel futuro e non come un mero “processo di produzione” per indirizzare gli studenti a una professione specifica.



Alla guida del movimento di protesta non c’è alcun gruppo specifico. È basato sul concetto di una democrazia di base, affinché ognuno e ognuna possa partecipare in modo equo. Non è legato né a un’ideologia né a un partito politico; come risposta riceviamo innumerevoli messaggi di solidarietà sia dall’Austria che dall’estero, che sottolineano il vasto interesse che la società ha nella nostra questione.



La nostra protesta include l’occupazione di varie aule - la più notevole è l”Auditorium Maximum”, l’aula più grande, - dell’Università di Vienna; sedute plenarie giornaliere; il formarsi di ormai più di 60 gruppi di lavoro; l’organizzazione di lezioni sulle problematiche del sistema educazionale; manifestazioni senza pausa, e anche l’impegno di creare la base per un dialogo con i politici responsabili. I vari gruppi si occupano di temi come il fine della protesta, international networking, infrastruttura, azioni in spazio pubblico, e tanto altro. La struttura qui include anche una mensa, un punto di pronto soccorso, persone occupate nelle pulizie, un gruppo che si occupa delle nuove tecnologie (IT), come anche un gruppo responsabile per relazioni pubbliche e la stampa, nonché diversi gruppi per il networking in generale.



A nostro avviso la gran parte dei problemi dei quali ci occupiamo adesso sono di interesse per tutti gli studenti europei, e per arrivare a una soluzione soddisfacente c’è bisogno della partecipazione di tutti – altrimenti la nostra questione sarà ignorata.



Noi chiediamo:

* un consenso anti-discriminatorio che riguarda il genere, l’orientamento sessuale, l’etnia e la religione, per tutte le istituzioni dell’educazione
* la democratizzazione delle università – professori, studenti e altro personale accademico devono essere parte dei processi decisionali
* lo Stop della posizione dominante di aspetti economici nell’educazione così come delle strutture neoliberali nelle università
* un massimo di autogestione durante il percorso di studi (scelta libera per una specializzazione verso gli interessi personali, senza precludere alcun indirizzo)
* accesso libero a tutti i corsi di laurea – nessuna barriera economica o altri meccanismi selettivi
* fondi sufficienti per tutte le università
* contratti di lavoro adeguati per tutti i membri del personale universitario



Storia



Il movimento di protesta ha avuto inizio il 20 di ottobre all’Accademia delle Belle Arti di Vienna e presto si è esteso attraverso il paese. Il 22 di ottobre una manifestazione di solidarietà ha portato all’occupazione spontanea dell’Auditorium Maximum dell’Università di Vienna. Nei giorni seguenti, sempre più università e studenti si sono associati alla protesta e infine il movimento si è rivolto all’opinione pubblica con una manifestazione di massa a Vienna il 28 ottobre (le stime oscillano tra i 10 mila e i 50 mila partecipanti), in modo da raggiungere il grande interesse dei media che seguono gli avvenimenti fin dai primi giorni. Al momento dieci università austriache sono occupate da studenti e professori.



Davanti a questi sviluppi noi continueremo a lavorare per i nostri fini, non solo aspettandoci un passo verso la realizzazione di questi obiettivi, ma anche con l’idea di creare una consapevolezza durevole dei problemi che gli studenti europei devono affrontare oggi.



Se doveste decidere di partecipare anche voi alle proteste, saremmo felici di creare uno scambio internazionale e mutuo di idee, pensieri e azioni – condividiamo i problemi, dobbiamo condividere anche l’impegno. Assieme saremo in grado di formare una voce che può mettere i freni d’emergenza, bloccare il sistema attuale e aprire lo spazio per un nuovo dibattito.


Martedì, 17 novembre si svolgerà la "giornata internazionale d`azione per l`educazione"


UNI BRENNT - UNIVERSITY OF VIENNA ON FIRE - L'UNIVERSITÉ DE VIENNE BRÛLE - Internationale Vernetzung - International Networking

http://unsereuni.at/?lang=it
networking.univie@gmail.com

Catalogo delle rivendicazioni (secondo l’ultima attualizzazione)

1) Istruzione, non apprendistato

Per un’istruzione che abbia utilità sociale e non sia ristretta ai dettami dell’economia. Perché tutti abbiano la possibilità di studiare in modo libero e autonomo! Rifiutiamo la liceizzazione dei piani di studio! Per questo chiediamo una revisione del sistema del 3 + 2 (laurea breve/magistrale)!

Vogliamo:

· L’abolizione della propedeuticità dei corsi introduttivi del primo semestre. La fase introduttiva dovrebbe aiutare lo studente a orientarsi nel proprio studio e non deve essere uno strumento di selezione attraverso esami “knock-out”.

· Autodeterminazione dello studio, contro le catene di propedeuticità, che intralciano lo studio e fanno perdere tempo.

· Libera scelta delle materie facoltative – Crediti liberi invece di “mini piani di studio” predefiniti.

· Via quei sistemi informatici di iscrizione ai corsi universitari che sono poco trasparenti.

· Nessuna limitazione di accesso ai corsi di laurea magistrale e ai dottorati.

· La garanzia a chiunque abbia iniziato una laurea di portarla a termine nel piano di studio scelto (in particolare lauree quinquennali), soprattutto attraverso una sufficiente offerta didattica per un tempo sufficientemente lungo.

· Il mantenimento delle lauree quinquennali dove esistano ancora.

· Il riconoscimento di corsi e titoli di studio all’interno del proprio Stato e all’estero.

2) Accesso libero a tutte le università

Posti di studio per tutti e abolizione delle tasse d’iscrizione anche per gli studenti extracomunitari e fuori corso. Un’appropriata offerta didattica e la qualità dell’insegnamento non devono essere raggiunte attraverso limitazioni dei posti di studio. Libero accesso all’università e buona qualità della didattica non sono una contraddizione! Non ci sono troppi studenti, ma troppo pochi posti di studio!

3) Democratizzazione delle università

Il nostro obiettivo è un’organizzazione democratica dell’università, la quale comprende una democratizzazione dell’amministrazione che dia a professori, studenti, ricercatori e personale amministrativo uguali possibilità di partecipare ai processi decisionali.

Vogliamo:

· Una riorganizzazione della composizione e dei diritti di voto nel senato accademico nel senso di una democratizzazione.

· Nessun cambiamento dei piani di studio senza la partecipazione degli studenti.

· Organi democratici a tutti i livelli dell’università – devono essere garantiti processi decisionali democratici e trasparenti.

· Lotta alle discriminazioni come principio fondamentale in tutti i campi dell’università.

· L’abolizione del consiglio universitario (specie di cda senza legittimazione democratica diretta e che ha competenze centrali nella gestione dell’università)

· La rimozione della riforma del 2004 sull’elezione delle rappresentanze studentesche (ÖH). Reintroduzione dell’elezione diretta degli organi di rappresentanza.

· Devono essere messi a disposizione e garantiti spazi gestiti dagli studenti.

4) Adeguato finanziamento delle università

· Trasparenza nei finanziamenti di istruzione e ricerca.

· Decisione democratica sulla distribuzione dei fondi universitari.

· Abolizione delle tutt’ora esistenti tasse universitarie, anche per studenti extracomunitari e fuori corso.

· Sicurezza economica per gli studenti.

· La possibilità per gli studenti di usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici di trasporto.

· L’abolizione di tutte le barriere finanziarie nel campo dell’istruzione.

5) L’università deve essere accessibile a tutti, anche alle persone diversamente abili, secondo la legge in vigore

6) Nessun contratto precario nelle università

7) Quote rosa del 50% in tutti i campi del personale universitario


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