Emilia Romagna

AUGURI

No 133 Bologna - Gio, 12/24/2009 - 23:59
AUGURI DI BUONE FESTE, PER UN 2010 SERENO.
ALTRE BATTAGLIE CI ASPETTANO E NOI SAREMO PRONTI A VINCERLE.
CORAGGIO STUDENTI. NON ABBIATE PAURA DEL POTENTE, NON ABBIATE TIMORE DELLA CRISI. NON ABBIAMO NULLA DA PERDERE, MA UN NOSTRO GRANDE FUTURO DA GUADAGNARE.

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Pensare la valutazione per uscire dalla crisi dell’Università

No 133 Bologna - Gio, 12/17/2009 - 17:11

Gli studenti e le studentesse dell'Università di Bologna si sono presentati "senza invito" in Rettorato per un incontro promosso dal Nucleo di Valutazione dell'Alma Mater sulla valutazione e sulla didattica.

Agli interventi previsti si è aggiunto quello degli studenti dell'Onda e dei ricercatori precari che hanno letto un documento, col quale è stata lanciata a presidi, docenti e rettore la proposta di un'apertura di tavoli sulla didattica nelle facoltà, affinchè siano i soggetti che vivono realmente l'università a decidere sul proprio percorso formativo e sulla propria didattica.

Documento:

Siamo studenti e ricercatori, ogni giorno con il nostro lavoro produciamo saperi nell'università-azienda. Produciamo ricchezza. E' questa consapevolezza che ci ha spinti a prendere parola in questa sede. La didattica e la valutazione per noi, sono temi centrali sui quali sentiamo la necessità di esprimerci.

Siamo gli studenti che vivono negli anni del 3+2, nell'epoca del processo di Bologna, che subiscono la misurazione in crediti e la parcellizzazione idiota e artificiale del sapere; che continuano a subire i tagli radicali alla formazione, la moltiplicazione delle barriere all'accesso lungo il percorso formativo e il costante aumento delle rette.

Negli ultimi 20 anni abbiamo subito, quasi mai passivamente, continue riforme dell'Università che hanno prodotto esclusivamente dequalificazione dei saperi. Pensiamo che la riforma Gelmini approfondisca questo processo.

Siamo i ricercatori che non hanno fondi per le proprie ricerche, che subiscono il ricatto della precarietà.

Siamo i ricercatori che in questo Ateneo forniscono prestazioni gratuite, costretti a sacrificare tempo e risorse per trovare un modo per costruirsi una vita.

Siamo studenti e ricercatori e siamo stanchi di subire l’incessante dequalificazione della didattica, della ricerca e dei saperi.

Lo scorso autunno abbiamo partecipato ai cortei dell'Onda, quello straordinario movimento che ha saputo opporsi ai tagli dell'università e della ricerca, che ha saputo definire delle strategie di uscita dalla crisi dell'Università. Oggi non ci lasciamo ingannare dalla retorica del merito del ministro Gelmini il cui scopo principale è mascherare una realtà fatta di tagli e dismissione dell'università pubblica. Ci rifiutiamo di pensare la qualità della didattica come un premio per pochi. Crediamo piuttosto che l'accesso ad una didattica e ad un sapere di qualità sia un diritto di tutti. Non capiamo perché dovremmo indebitarci per poter studiare, già prima di entrare nel mercato del lavoro. Anzi no lo capiamo benissimo: il prestito d'onore serve a renderci ancora più precari.

Per questo siamo quelli che quando scendono in piazza scrivono sugli striscioni "La Gelmini non ci merita", per questo l'11 dicembre scenderemo in piazza insieme agli studenti medi, insieme ai precari della scuola, formando un corteo autonomo che dica "no" in maniera decisa alla politica dei tagli che ha attaccato trasversalmente tutto il mondo della formazione, che dica “no” allo smantellamento dell'università pubblica e al tentativo di renderci ancora più precari. L'11 dicembre sarà un giorno importante per i tanti che come il rettore, i prorettori, i presidi e docenti presenti in questa sala hanno a cuore il destino dell'Università. A loro rivolgiamo il nostro invito a partecipare a quella giornata.

Le riforme dell’Università promosse da tutti i governi degli ultimi due decenni non hanno mai avuto come principale campo di interesse la didattica e la ricerca, non per questo non hanno inciso negativamente su questi due ambiti. Tutto il contrario. Dal processo di Bologna in poi, ogni intervento sull’Università ha contribuito allo smantellamento del sistema della formazione. Non siamo nostalgici. Pensiamo le trasformazioni del presente sempre in termini innovativi e mai conservativi. E’ a partire da questo assunto che mentre tutti continuavano a pensare con criteri economicistici, noi, studenti e ricercatori, sin dall’inizio abbiamo messo al centro dei nostri ragionamenti e delle nostre pratiche la qualità della didattica e della ricerca.

Abbiamo deciso di prendere parola su una parte importante della nostra vita, di dare voce e possibilità concrete a quel desiderio comune e diffuso di apprendere, di innovare le pratiche di produzione e condivisione dei saperi. E’ da qui, dalla voglia di imparare, di studiare e di fare ricerca, desiderio continuamente mortificato dalle riforme imposte dai governi, che bisogna ripartire anche solo per pensare la riqualificazione della didattica e della ricerca. Non partiamo da zero. Già da tempo in alcune Facoltà di questo Ateneo sono nati percorsi didattici e formativi gestiti insieme da studenti, ricercatori, docenti e figure di alto profilo del mondo della cultura.

Abbiamo costruito e continuiamo a costruire, con passione e tenacia, esperimenti didattici puntando sulla collaborazione e la cooperazione tra le diverse figure della relazione didattica, ciascuna con le proprie competenze. Li abbiamo battezzati seminari di autoformazione: percorsi formativi in cui gli studenti hanno la possibilità concreta di incidere nella produzione del sapere e in cui al contempo i docenti e i ricercatori coinvolti trovano uno spazio di confronto e rielaborazione delle proprie conoscenze. Pensiamo che solo in questi termini la relazione didattica possa essere effettivamente produttiva.

E’ nella costruzione di questi percorsi che ci siamo accorti che esiste un'opportunità concreta di riqualificare la didattica. Una riqualificazione che non può prescindere dalla richiesta di fondi e che non può basarsi su una meritocrazia costruita attorno a criteri quantitativi e temporali che inibiscono ogni spinta propositiva da parte delle figure che animano l’università.

Siamo convinti che non si possa valutare lo studente sulla base di una prestazione occasionale di cinque minuti in cui ci si limita a ripetere la lezione imparata a memoria.

Siamo convinti che solo a partire da questi percorsi formativi, improntati sulla cooperazione, si possa parlare di valutazione e qualità.

Pensiamo ancora, che la valutazione non possa essere slegata dalla possibilità di definire in autonomia progetti formativi, di scegliere un proprio percorso di studio e di ricerca, all’interno di un’offerta didattica all’altezza delle esigenze della contemporaneità.

E’ chiaro che la qualità della didattica ha bisogno di tempo. La caccia ai fuoricorso che si è scatenata è l'espressione diretta di un'università che ha deciso di non ragionare più in termini qualitativi: devi fare gli esami e farli nel più breve tempo possibile, senza il tempo di poter lasciare sedimentare le conoscenze apprese, di poter allargare gli orizzonti di studio e di ricerca.

L’università, lo abbiamo sottolineato più volte, è o meglio dovrebbe essere un luogo di ricerca, oggi elemento centrale nella produzione di ricchezza. E’ solo attraverso l’investimento sulla conoscenza e la formazione che è possibile pensare l’uscita dalla crisi economica. Il ddl Gelmini, invece, precarizza i ricercatori e li rende ancora più ricattabili. Pensiamo che la ricerca debba godere di ampi margini di autonomia. Autonomia della ricerca significa accesso diretto e non mediato ai fondi. Solo a partire da queste condizioni è possibile parlare di valutazione della ricerca troppo spesso basata esclusivamente sul numero delle pubblicazioni o sul numero di apparizioni nelle note a fondo pagina.

Abbiamo deciso di interrompere momentaneamente questo seminario, di prendere parola di fronte al Nucleo di Valutazione della didattica, di fronte ai presidi, ai docenti, al rettore e ai prorettori perché siamo convinti che di valutazione e didattica si debba continuare a parlare, ma rideclinando la retorica del merito portata avanti dalle ultime riforme. Certo, riteniamo assurdo non aprire la discussione che si svolgerà nella seconda parte del seminario a chi nelle facoltà sperimenta nuove pratiche didattiche e di valutazione, ma siamo decisi a promuovere un percorso costruttivo e aperto sui temi dell'incontro di oggi. Pensiamo sia indispensabile aprire nell'Ateneo e nelle Facoltà un dibattito sulla valutazione e la didattica che coinvolga tutte le figure che partecipano alla produzione dei saperi. Siamo altrettanto convinti che si debba partire proprio da quelle sperimentazioni didattiche che sono già una realtà in questo Ateneo.

Riteniamo sterili le analisi che si basano sui questionari a crocette che vengono distribuiti a lezione. Questi questionari promuovono un’idea di valutazione che si basa su criteri quantitativi, senza mettere in risalto né la qualità, né l’effettivo apprendimento, né la messa a valore delle capacità dei soggetti coinvolti.

Pensiamo che si debba trovare un modo per rovesciare il clima di disillusione generale che si respira negli ambienti universitari e che riscontriamo nelle dichiarazioni che leggiamo nelle pagine dei giornali.

Per questo chiediamo al rettore e ai prorettori di dare indicazioni affinché vengano convocati nelle singole Facoltà tavoli aperti agli studenti, ai ricercatori ai docenti in cui si possano affrontare questi problemi e lavorare insieme per costruire un diverso tipo di valutazione, di merito e di didattica. Chiediamo inoltre che questi tavoli vengano convocati prima dei prossimi Consigli di Facoltà, per non cadere in promesse sterili e a lungo termine. Ci piacerebbe che queste richieste fossero accolte come un’opportunità. Noi in tanto, continueremo a prendere parola.

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PROGETTO STUDENTII DI DOMANI. ex no 133

No 133 Bologna - Sab, 11/28/2009 - 19:32
Salve uomini e donne del futuro..
sono gerd. il curatore di questo blog studentesco http://no133bologna.blogspot.com/ ., dopo le tante lotte intraprese a favore degli studenti, considero finita l'esperienza dei vari"no 133". pertanto. ho in mente di creare un UNICO blog, il quale riunisce le varie esperienze presenti e passate dei "no 133" locali. ampliandolo di contenuto, inserendo anche articoli e iniziative culturali e sociali promosse direttamente dagli studenti. in ambito nazionale ed europeo,

vi elenco dei punti, a mio avviso importanti. per la crescita di questo ipotetico blog, l'ultima espressione di democrazia nelle nostre mani.

un blog che racchiuda tutte le attività di lotta e culturali degli atenei e studenti italiani ed europei.
un blog che racconta le esperienze personali, le iniziative culturali di studenti, docenti e ricercatori. scritti da loro stessi
un blog che deve raccogliere idee sul futuro delle università nazionali ed europee.
un blog che informi gli studenti e I CITTADINI ,in modo chiaro. non solo,delle leggi riguardanti le università discusse in parlamento, temi culturali, scentifici e di attualità.
SENZA FARE POLITICA MA SOLO INFORMAZIONE OBBIETTIVA..
un blog gradevole graficamente e aperto mentalmente

suggerisco inoltre l'apertura di un forum per discutere sui temi della scuola e della ricerca, ma anche attualità e cultura.

una collaborazione intensa fra studenti in tutto il territorio

VENITE A TROVARCI SU FACEBOOK
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voglio collaborare insieme a voi portando la nostra voce e potenziale fino alle stelle

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gerd dani
http://no133bologna.blogspot.com/
http://www.spaziogerdgroup.com/
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AIUTIAMOLI

No 133 Bologna - Gio, 11/26/2009 - 22:16
Assembla generale di connessione di tutte le università occupate in Austria

Venerdì, 27.11.2009

Dopoché le università di Vienna e Graz hanno avuto l'opportunità di ospitare la prima e seconda assembla generale di connessione di tutte le università occupate di Austria, Innsbruck ha adesso la possibilità di ospitare gli studenti amici delle altre università per discutere le richieste al governo di Austria e a tutta la Unione Europea. Tutti gli interessati, studenti, allievi, professori sono naturalmente invitati a partecipare in questo processo.

Specialmente vogliamo invitare tutti gli studenti del'estero al' aula occupata detta "SoWiMax", che ormai é già occupata da quattro settimane. Questo é piccolo cosmo di idee per innovare la educazione terziaria in Austria e tutta la Unione Europea. Vieni a Innsbruck e discuta con noi. Vi aiutiamo e parliamo con voi con più che piacere.

Venerdí, 27.11.09, ore 19:00
SoWiMax - Università di economie e science sociologiche
Universitätsstrasse 15
6020 Innsbruck
(5-10 min di cammino della stazione dei treni)


Il prossimo giorno c'é la possibilità di andare alla prima assembla generale a Monaco, Germania! (due ore di treno)



GERD DANI - SPAZIOGERD GROUP


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UNI BRENNT - UNIVERSITY OF VIENNA ON FIRE - L'UNIVERSITÉ DE VIENNE BRÛLE - Internationale Vernetzung
International Networking
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protesta internazionale. UNIAMOCI

No 133 Bologna - Lun, 11/16/2009 - 01:27

CARI STUDENTI

Nelle ultime tre settimane studenti dell’Università di Vienna – e di seguito di tutte le maggiori università austriache – hanno protestato contro i recenti sviluppi nel sistema dell’educazione. Il fine del movimento è di forzare un dibattito critico sul concetto attuale di educazione, prevalente in tutti gli stati europei. A nostro avviso l’attuale concetto di educazione mette a rischio il diritto di tutti all’accesso libero a un’educazione di alta qualità. Vogliamo che i nostri governi considerino l’educazione come un investimento nel futuro e non come un mero “processo di produzione” per indirizzare gli studenti a una professione specifica.



Alla guida del movimento di protesta non c’è alcun gruppo specifico. È basato sul concetto di una democrazia di base, affinché ognuno e ognuna possa partecipare in modo equo. Non è legato né a un’ideologia né a un partito politico; come risposta riceviamo innumerevoli messaggi di solidarietà sia dall’Austria che dall’estero, che sottolineano il vasto interesse che la società ha nella nostra questione.



La nostra protesta include l’occupazione di varie aule - la più notevole è l”Auditorium Maximum”, l’aula più grande, - dell’Università di Vienna; sedute plenarie giornaliere; il formarsi di ormai più di 60 gruppi di lavoro; l’organizzazione di lezioni sulle problematiche del sistema educazionale; manifestazioni senza pausa, e anche l’impegno di creare la base per un dialogo con i politici responsabili. I vari gruppi si occupano di temi come il fine della protesta, international networking, infrastruttura, azioni in spazio pubblico, e tanto altro. La struttura qui include anche una mensa, un punto di pronto soccorso, persone occupate nelle pulizie, un gruppo che si occupa delle nuove tecnologie (IT), come anche un gruppo responsabile per relazioni pubbliche e la stampa, nonché diversi gruppi per il networking in generale.



A nostro avviso la gran parte dei problemi dei quali ci occupiamo adesso sono di interesse per tutti gli studenti europei, e per arrivare a una soluzione soddisfacente c’è bisogno della partecipazione di tutti – altrimenti la nostra questione sarà ignorata.



Noi chiediamo:

* un consenso anti-discriminatorio che riguarda il genere, l’orientamento sessuale, l’etnia e la religione, per tutte le istituzioni dell’educazione
* la democratizzazione delle università – professori, studenti e altro personale accademico devono essere parte dei processi decisionali
* lo Stop della posizione dominante di aspetti economici nell’educazione così come delle strutture neoliberali nelle università
* un massimo di autogestione durante il percorso di studi (scelta libera per una specializzazione verso gli interessi personali, senza precludere alcun indirizzo)
* accesso libero a tutti i corsi di laurea – nessuna barriera economica o altri meccanismi selettivi
* fondi sufficienti per tutte le università
* contratti di lavoro adeguati per tutti i membri del personale universitario



Storia



Il movimento di protesta ha avuto inizio il 20 di ottobre all’Accademia delle Belle Arti di Vienna e presto si è esteso attraverso il paese. Il 22 di ottobre una manifestazione di solidarietà ha portato all’occupazione spontanea dell’Auditorium Maximum dell’Università di Vienna. Nei giorni seguenti, sempre più università e studenti si sono associati alla protesta e infine il movimento si è rivolto all’opinione pubblica con una manifestazione di massa a Vienna il 28 ottobre (le stime oscillano tra i 10 mila e i 50 mila partecipanti), in modo da raggiungere il grande interesse dei media che seguono gli avvenimenti fin dai primi giorni. Al momento dieci università austriache sono occupate da studenti e professori.



Davanti a questi sviluppi noi continueremo a lavorare per i nostri fini, non solo aspettandoci un passo verso la realizzazione di questi obiettivi, ma anche con l’idea di creare una consapevolezza durevole dei problemi che gli studenti europei devono affrontare oggi.



Se doveste decidere di partecipare anche voi alle proteste, saremmo felici di creare uno scambio internazionale e mutuo di idee, pensieri e azioni – condividiamo i problemi, dobbiamo condividere anche l’impegno. Assieme saremo in grado di formare una voce che può mettere i freni d’emergenza, bloccare il sistema attuale e aprire lo spazio per un nuovo dibattito.


Martedì, 17 novembre si svolgerà la "giornata internazionale d`azione per l`educazione"


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Catalogo delle rivendicazioni (secondo l’ultima attualizzazione)

1) Istruzione, non apprendistato

Per un’istruzione che abbia utilità sociale e non sia ristretta ai dettami dell’economia. Perché tutti abbiano la possibilità di studiare in modo libero e autonomo! Rifiutiamo la liceizzazione dei piani di studio! Per questo chiediamo una revisione del sistema del 3 + 2 (laurea breve/magistrale)!

Vogliamo:

· L’abolizione della propedeuticità dei corsi introduttivi del primo semestre. La fase introduttiva dovrebbe aiutare lo studente a orientarsi nel proprio studio e non deve essere uno strumento di selezione attraverso esami “knock-out”.

· Autodeterminazione dello studio, contro le catene di propedeuticità, che intralciano lo studio e fanno perdere tempo.

· Libera scelta delle materie facoltative – Crediti liberi invece di “mini piani di studio” predefiniti.

· Via quei sistemi informatici di iscrizione ai corsi universitari che sono poco trasparenti.

· Nessuna limitazione di accesso ai corsi di laurea magistrale e ai dottorati.

· La garanzia a chiunque abbia iniziato una laurea di portarla a termine nel piano di studio scelto (in particolare lauree quinquennali), soprattutto attraverso una sufficiente offerta didattica per un tempo sufficientemente lungo.

· Il mantenimento delle lauree quinquennali dove esistano ancora.

· Il riconoscimento di corsi e titoli di studio all’interno del proprio Stato e all’estero.

2) Accesso libero a tutte le università

Posti di studio per tutti e abolizione delle tasse d’iscrizione anche per gli studenti extracomunitari e fuori corso. Un’appropriata offerta didattica e la qualità dell’insegnamento non devono essere raggiunte attraverso limitazioni dei posti di studio. Libero accesso all’università e buona qualità della didattica non sono una contraddizione! Non ci sono troppi studenti, ma troppo pochi posti di studio!

3) Democratizzazione delle università

Il nostro obiettivo è un’organizzazione democratica dell’università, la quale comprende una democratizzazione dell’amministrazione che dia a professori, studenti, ricercatori e personale amministrativo uguali possibilità di partecipare ai processi decisionali.

Vogliamo:

· Una riorganizzazione della composizione e dei diritti di voto nel senato accademico nel senso di una democratizzazione.

· Nessun cambiamento dei piani di studio senza la partecipazione degli studenti.

· Organi democratici a tutti i livelli dell’università – devono essere garantiti processi decisionali democratici e trasparenti.

· Lotta alle discriminazioni come principio fondamentale in tutti i campi dell’università.

· L’abolizione del consiglio universitario (specie di cda senza legittimazione democratica diretta e che ha competenze centrali nella gestione dell’università)

· La rimozione della riforma del 2004 sull’elezione delle rappresentanze studentesche (ÖH). Reintroduzione dell’elezione diretta degli organi di rappresentanza.

· Devono essere messi a disposizione e garantiti spazi gestiti dagli studenti.

4) Adeguato finanziamento delle università

· Trasparenza nei finanziamenti di istruzione e ricerca.

· Decisione democratica sulla distribuzione dei fondi universitari.

· Abolizione delle tutt’ora esistenti tasse universitarie, anche per studenti extracomunitari e fuori corso.

· Sicurezza economica per gli studenti.

· La possibilità per gli studenti di usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici di trasporto.

· L’abolizione di tutte le barriere finanziarie nel campo dell’istruzione.

5) L’università deve essere accessibile a tutti, anche alle persone diversamente abili, secondo la legge in vigore

6) Nessun contratto precario nelle università

7) Quote rosa del 50% in tutti i campi del personale universitario


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