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Roma - La protesta dei ricercatori e degli studenti universitari: sit-in a Palazzo Madama

ateneinrivolta - Gio, 05/20/2010 - 12:38

(da Corriere.it) Al Senato è in corso la discussione del disegno di legge. Il ministro: «Se non collaborate andiamo avanti da soli»

Tre minuti di fischi ininterrotti per dire «no al disegno di legge Gelmini sull’università». Così il flash mob degli studenti della Sapienza ha animato il sit-in di alcune centinaia di ricercatori, lavoratori e studenti delle università romane, e non solo, che si sono dati appuntamento – mercoledì – davanti al Senato, dove è in corso la discussione sul decreto per la riforma universitaria. Per i ricercatori, gli atenei rischiano di «non riuscire ad assicurare il funzionamento ordinario delle università dal gennaio 2011, a causa dei significativi tagli ai bilanci». >> continua

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Atenei pubblici verso il disastro. E crescono i numeri delle private

ateneinrivolta - Mer, 05/19/2010 - 15:52

Iscritti e immatricolati in calo, ripetenti e fuori-corso in aumento. Ecco il quadro dell'università statale italiana alla luce degli ultimi dati pubblicati dal Miur. Ma i corsi, in due anni, sono aumentati del 40 per cento

(da Repubblica.it) Gli ultimi dati sull'università statale pubblicati dal Miur sembrano proprio la "cronaca di un disastro annunciato". Iscritti e new entry in calo, ripetenti e fuori corso in aumento e boom di corsi con almeno un iscritto. Ma non solo, ogni provincia italiana ha la sua piccola sede universitaria che, in alcuni casi, funziona per pochissimi studenti. Per contro, gli atenei non statali sembrano vivere un'autentica primavera: iscritti e immatricolati in crescita e studenti più produttivi.In queste ore, è in corso la discussione al Senato (in commissione Cultura) il cosiddetto disegno di legge Gelmini e non passa giorno che in qualche città italiana, in alcuni casi in contemporanea, non si svolga un'assemblea di ricercatori, studenti e prof per illustrarne le linee generali della Riforma e, magari, tracciarne i tanti aspetti negativi. >> continua

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Atenei, occupazioni a catena contro la riforma. La Gelmini: "Gli studenti sono con me"

ateneinrivolta - Mer, 05/19/2010 - 15:34

(da Repubblica.it) Bari, Napoli, Firenze, Milano e Roma in testa. Lezioni ferme almeno fino a sabato. La protesta contro "la drammatica situazione in cui versano i centri del sapere per effetto dei tagli imposti dal ministro". Ma i neoeletti in Cnsu nelle liste di centrodestra confermano il pieno sostegno dei giovani al decreto. >> continua

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SETTIMANA DI PROTESTA NEGLI ATENEI: ASSEMBLEE E OCCUPAZIONI DI RETTORATI

ateneinrivolta - Mar, 05/18/2010 - 11:42

(da Repubblica.it) La protesta nazionale proclamata da sindacati e associazioni di lavoratori per contestare la politica del governo e la riforma Gelmini. Assemblee, manifestazioni e occupazione dei rettorati. È iniziata una intensa settimana di mobilitazione 1 nazionale negli atenei proclamata da un ampio ventaglio di organizzazioni sindacali e associazioni per contestare i tagli del governo e la riforma del sistema universitario firmato dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. >> continua

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17 maggio: assemblea alla Sapienza

precaridellaricerca - Lun, 05/17/2010 - 13:06
lunedì 17 maggio 2010 Contro la guerra all’intelligenza uniti nella marcia del Quinto Stato


Siamo ricercatori, dottorandi, assegnisti, contrattisti e freelancers della conoscenza. Siamo parte del Quinto Stato del lavoro intellettuale, relazionale, di cura. Viviamo in un’economia che si regge sul lavoro della conoscenza, sebbene la nostra professionalità venga disprezzata dalle istituzioni universitarie e rimossa da tutti i governi che dal 1989 muovono guerra all’intelligenza generale e ai saperi pubblici, critici, specialistici.

Siamo apolidi in questo paese. Non abbiamo cittadinanza nel fortino delle garanzie salariali disegnate per un mercato del lavoro fordista che ormai non è più realtà. Come stanno facendo i lavoratori dello spettacolo contro la Legge Bondi sugli enti lirici anche noi rifiutiamo di restare invisibili, rivendichiamo tutele per la malattia, la disoccupazione e la maternità, una riforma radicale del Welfare per tutti i lavoratori precari, creativi e non creativi, indipendenti, autonomi. Un esercito che il Cnel ha calcolato in 3,7 milioni di persone che non hanno un lavoro stabile né una continuità di reddito, lavorano a contratto, a progetto, con le borse di studio o gli stage e infine a partita Iva. Domani saremo ancora di più e saremo dappertutto in una crisi che si annuncia molto lunga e non produrrà più occupazione a tempo pieno.

Due anni fa ci siamo opposti al disegno di legge Gelmini sull’università facendo nostra l’Onda e lasciando che l’Onda ci sommergesse. E’ stato il primo movimento ad avere reagito alla dequalificazione generalizzata del sapere nelle scuole e nelle università imposta dalla riforma degli ordinamenti didattici, dalla riduzione degli investimenti pubblici nella formazione e nella ricerca, dall’applicazione delle norme sulla valutazione dei crediti e dalla scansione dei cicli didattici. Secondo il Comitato per la valutazione dell’università e la Corte dei Conti, dopo avere applicato per primo e integralmente il processo di Bologna, il nostro paese ha visto diminuire negli ultimi anni il numero dei laureati, registrando la crescita della disoccupazione tra i neo-laureati, provocando la crescente dequalificazione dei saperi trasmessi.

Questo declino non ha spostato di un millimetro l’orientamento di chi governa l’università. Hanno continuato a pensare che l’università non rappresenta più uno strumento di riscatto per gli studenti che per motivi economici non hanno beneficiato di pari opportunità durante il periodo scolastico: al contrario, gli atenei si incaricano di aumentare le disparità tra gli studenti all’inizio del percorso universitario ignorando la correlazione tra le condizioni economiche individuali e l’accesso a un’istruzione di qualità. Quando la riforma Gelmini sarà approvata anche il diritto allo studio verrà triturato in questa corsa al ribasso. Secondo la riforma sarà la Consap Spa, una società di diritto privato, a erogare prestiti per gli studenti meritevoli indipendentemente dalle loro condizioni economiche. La portata simbolica di questo provvedimento è evidente. Agli studenti dicono di vivere una vita di debiti e senza speranza di cambiarla. Tutto dovrà restare così, immobile. Ma sarà davvero così?

Abbiamo continuato ad opporci in tutti questi mesi alla violenta svalorizzazione in cui ogni risorsa intellettuale è intercambiabile e per questo viene precarizzata. Sappiamo che questa sarà l’ultima, e definitiva, riforma dell’università che ci espellerà tutti. Nessun accesso a Torino, dove saremo più di 3 mila che da oggi al 2013 ad essere allontanati dall’insegnamento, dalla ricerca, da una carriera fatta di passione e di compromessi, che produce risultati e delusioni, da una vita che abbiamo voluto autonoma e libera che da troppi anni sta ferma e ristagna. La cooptazione accademica distrugge il nostro tempo di vita.

Saremo molti di più a Roma. Qui noi rifiutiamo la marginalizzazione dei senati accademici, il cui ruolo deve essere anzi valorizzato e che devono prevedere rappresentanze non simboliche di tutte le componenti dell’università, inclusi studenti e precari. Vogliamo il riconoscimento ai lavoratori precari del diritto di eleggere proprie rappresentanze nei principali organi accademici e di partecipare all’elezione delle principali cariche accademiche, rettore incluso.

Saremo moltissimi a Napoli, a Bologna, a Milano, a Cagliari, a Bari a perdere il reddito. I nostri atenei hanno gravissimi problemi a chiudere il bilancio di quest’anno perché i tagli voluti dal ministro Tremonti al Fondo Ordinario di finanziamento (Ffo) degli atenei e imposti all’università dalla legge 133 stanno distruggendo la normale – e da sempre deficitaria e per noi escludente – amministrazione. Sappiamo che l’anno prossimo i tagli saliranno al 14,7 per cento dell’Ffo e molti atenei aumenteranno le tasse, sacrificheranno i nostri contratti, venderanno sedi spesso acquisite senza una programmazione economica degna di questo nome. Noi chiediamo di cancellare i tagli introdotti dalle leggi 126/08 e 133/08 e di rifinanziare il sistema universitario.

La risposta della comunità accademica è irresponsabile. Rassegnata, silente o connivente, in attesa di nuove e futuribili convergenze con la riforma, a caccia del vantaggio personale o della propria corporazione, nessuno tra i professori sembra volersi porre il problema di una didattica di qualità elevata e garantita a tutti gli studenti; di un investimento serio e duraturo nel settore strategico dell’istruzione pubblica e, ovviamente, di un accesso non familistico né corporativo alla professione della ricerca. Nel nostro settore, come in tutta l’economia della conoscenza in Italia, si va nella direzione opposta e si attua una contro-riforma perché il male incancrenisca. La loro guerra all’intelligenza generale vuole accelerare il declino e renderlo irreversibile. Questa economia stracciona ha bisogno di eserciti di precari il cui sapere sia altamente deperibile e sostituibile. Cosa dicono i docenti? La sconfitta sarà dell’università, non saremo certo noi a pagarla.

Noi non difenderemo mai un sistema che ci vuole subordinati e addomesticati nella vana attesa di un posto al sole a 1200 euro al mese e una pensione tra 40 anni dimezzata rispetto all’ultimo stipendio, regalo del passaggio al regime contributivo pensionistico che ci accomuna alle donne e agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi, tutti gli iscritti alla gestione separata dell’Inps che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996. Vogliamo che l’età pensionabile dei docenti sia allineata al resto d’Europa. Vadano in pensione a 65 anni, liberino le risorse per destinarle principalmente al reclutamento di nuovi docenti di terzo livello, avviando così un processo di riassorbimento del precariato accumulato.

Dal 1980 il posto da ricercatore ha goduto della garanzia di indipendenza del contratto a tempo indeterminato. La riforma Gelmini lo trasforma in un lavoro precario, con contratti a termine triennali rinnovabili una volta. La casta dei garantiti si restringerà sempre più e vi saranno ammessi i soli professori ordinari ed associati. Intorno a questa cittadella fortificata, prolifereranno le figure precarie che, spesso a titolo gratuito come i docenti a contratto, non permetteranno a lungo la sopravvivenza degli atenei in condizioni sempre peggiori.

In questo clima da «si salvi chi può» fortissimo è il rischio di arroccarsi nella difesa di egoismi corporativi. I ricercatori strutturati stanno organizzando ormai da diversi mesi la loro contestazione al Ddl Gelmini: denunciano prima di tutto la scomparsa della figura di ricercatore a tempo indeterminato, che li porterà a competere nei prossimi anni con i precari per i posti che contano. Alcuni di loro chiedono di diventare «professori associati» per legge, o almeno con canali preferenziali come i concorsi riservati. Una mediazione che noi consideriamo corporativa e al ribasso. E infatti il governo sembra intenzionato a venir loro incontro, riducendo così ulteriormente le risorse a disposizione dei precari, mentre i rettori strumentalizzano queste rivendicazioni, pur di mantenere il consenso. Poco importa se, nelle stesse aule in cui i ricercatori minacciano scioperi della didattica, la metà dei corsi sono oggi svolti da precari che lavorano letteralmente in nero o a titolo gratuito.

Siamo più di 40 mila in tutta Italia e respingiamo il progetto di ulteriore precarizzazione della ricerca. Non siamo soli e sappiamo che molti dei ricercatori mobilitati, sia pure con estremo e grave ritardo contro il Ddl Gelmini, si battono contro un sistema che è sempre meno finanziato e si regge sul loro e il nostro volontariato. Saremo accanto a loro quando, dal prossimo ottobre, rifiuteranno di tenere lezione e bloccheranno i corsi di laurea se nel disegno di legge Gelmini sull’università non cambieranno le norme che regoleranno la governance degli atenei, non saranno ritirati i tagli al fondo ordinario (Ffo) degli atenei e non saranno modificate quelle che ostacolano la carriera dei ricercatori e aggravano il precariato.

Ci auguriamo che la lotta dei ricercatori sia altrettanto determinata di quella che condussero i maître-à-conference in Francia l’anno scorso. Ad oggi, ci sembra che le mobilitazioni indette a maggio da tutti i sindacati del personale universitario si stiano rivelando prima di tutto tardive e, in secondo luogo, inefficaci dal punto di vista dell’azione politica contro una proposta di legge che prefigura il definitivo smantellamento dell’Università pubblica, correndo il rischio di limitarsi – se andrà bene – a preservare rendite di posizione. Disertarle, tuttavia, servirebbe solo a convincere Gelmini, Tremonti e Berlusconi che la loro riforma gode di consenso nell’università anche tra gli studenti e i precari, e nella parte più sana della docenza. Perciò, è utile che la generazione cresciuta nella precarietà faccia sentire la sua voce, e porti nelle piazze contenuti realmente innovativi. Usiamo l’immaginazione, uniamo le lotte, creiamo alleanze contro la guerra all’intelligenza, iniziamo una grande marcia per la conoscenza come bene comune. L’autunno è già qui e non solo perché questo è il maggio più piovoso degli ultimi anni.

Per queste ragioni aderiamo all’assemblea pubblica Lunedì 17 maggio alle ore 14 nella facoltà di Lettere de La Sapienza e a tutte le forme di lotta previste dagli studenti e dai precari per il 18 e il 19 maggio in tutta Italia così come a Roma.

Laboratori Precari – Rete di dottorandi e ricercatori precari delle Università di Roma


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LO SMASCHERAMENTO CONTINUA: CONTESTATI SANSONETTI E "GLI ALTRI" A ROMA

ateneinrivolta - Ven, 05/14/2010 - 11:23

13.05.2010 – Via Gregoriana 5 (Roma)

Finalmente oggi è il compleanno degli “Altri”, e gli antifascisti e le antifasciste di Roma hanno deciso di festeggiare con loro. Volevamo fargli una sorpresa, ma loro ci hanno regalato qualcosa di più grande. Volevamo chiedere a Sansonetti e ai suoi epigoni cosa ci fosse da festeggiare, dopo un anno di trasformismo e di comunanza e complicità con i fascisti del Terzo millennio. Carichi di sdegno siamo andati a rovinare la festa di chi voleva garantita la marcetta del Blocco studentesco lo scorso 7 maggio, di chi li vede volentieri come ospiti. >> continua

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Non piangere sul contributo versato

precaridellaricerca - Mer, 05/05/2010 - 14:43

Segnaliamo un interessante articolo di Dario Di Vico sul corriere.it. Ecco alcuni passaggi significativi:

Il governo [...] aveva annunciato che entro il 2010 l`Inps avrebbe inviato a casa l`estratto conto aggiornato dei versamenti previdenziali accantonati fino a quel momento.Quell`estratto conto, novità assoluta, avrebbe contenuto addirittura una proiezione sull`ammontare finale dell`assegno di pensione.

[...]

Il sogno di avere un welfare scandinavo anche nel Belpaese (in Svezia e Norvegia esiste già l`equivalente della busta arancione) si è però infranto con problemi organizzativi. L`Inps dichiara che sarebbe stata assolutamente in grado di realizzare l`operazione ma non lo erano la maggior parte delle altre Casse di previdenza (circa una trentina) a causa di una informatizzazione inadeguata delle proprie banche dati.

[...]

«Dietro la scelta del governo e dell`Inps di non mandare la busta e di non mettere nero su bianco le proiezioni sulle prestazioni previdenziali di fine carriera – denuncia Anna Soru, presidente di Acta, l`associazione
dei consulenti del terziario avanzato – c`è una scelta comunicativa ben precisa.

Non si vuole creare allarme tra i contribuenti. Soprattutto tra quelli a regime contributivo puro». Le prime coorti di lavoratori assoggettati al contributivo dovrebbero andare in pensione tra 15-20 anni ma le previsioni che fanno gli
esperti dell`associazione sono preoccupanti. E segnalano un`ulteriore differenza di trattamento con i lavoratori
dipendenti.


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Protesta in Calabria

precaridellaricerca - Gio, 04/29/2010 - 17:35

E’ stato inaugurato stamani il trentottesimo anno accademico dell’Università della Calabria. Nel corso dell’intervento del rettore, Giovanni Latorre, l’aula Magna si è colorata degli striscioni di protesta dei ricercatori precari. Tra gli slogan c’era anche quello “Con i nostri crediti non paghiamo la vostra crisi”.  Presente alla cerimonia anche il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò. Organizzati in gruppi, i ricercatori che hanno attuato la protesta hanno fatto girare gli striscioni in modo da poter essere visibili a tutti i presenti. Momenti di tensione si sono registrati quando i manifestanti hanno tentato di arrivare fino al tavolo dei relatori. Solo l’intervento del rettore che di fatto ha dato il via libera al passaggio degli striscioni e concesso la lettura di un manifesto dei precari ha riportato la calma. I ricercatori precari in un documento puntano l’indice contro il bilancio di previsione per l’esercizio 2010 dell’ università in quanto “la voce spesa – è scritto – per gli interventi a favore degli studenti e dei laureati viene tagliata del 67%; gli assegni di ricerca vengono totalmente eliminati, le docenze extra retribuite per incentivazione e supplenza, e nell’investimento per la didattica vengono tagliati del 100%, infine dimezzate le spese per la ricerca scientifica”. Nella sua relazione il rettore, Giovanni Latorre si è soffermato sull’anno accademico 2011 sul quale “pesa – ha detto – una fondata preoccupazione per ciò che potrebbe rappresentare l’inizio di una pericolosa inversione di tendenza del nostro Ateneo. Vorremmo lanciare un appello alla classe politica che rappresenta la nostra regione, a livello locale ed a livello nazionale: difendete insieme, destra, centro e sinistra, il sistema delle Università meridionali. Esse sono un patrimonio comune di grande valore”. “La conoscenza – ha concluso – e le competenze sono elementi fondamentali per lo sviluppo e le Università sono luoghi di aggregazione e coesione della nostra gioventù. Sono, in definitiva un fattore di democrazia”.  (ANSA)


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In piazza i precari dell’agricoltura

precaridellaricerca - Mer, 04/21/2010 - 11:28

I precari di CRA, INEA e INRAN sono oggi (21 aprile) in piazza a Roma, davanti al ministero dell’agricoltura di via XX settembre, per accogliere il neoministro Galan.

Con loro il sindacato Usi/Rdb.

link: | inviatospeciale |


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Vulcani e sismi: precari tra le nubi

precaridellaricerca - Mer, 04/21/2010 - 11:21

Tra terremoti e nubi, ricordiamoci che chi monitora i dati ed ha l’incarico di studiare questi fenomeni sono, in gran parte, precari, all’Ingv.

ANSA


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la protesta invade l’Università. 50 Atenei in rivolta.

Universication - Mer, 11/18/2009 - 13:25


Riprende forma la protesta nelle piazze e Università Italiane per ribadire la proprioa posizione rispetto alla nuova Legge proposta dal Ministro Gelmini e approvata in parlamento.
Segnaliamo una interessante iniziativa a tema. Il portale ustation sta raccogliendo le opinioni, le cronache e le domande che provengono dai diretti interessati: studenti, docenti e Rettori in primo piano.
Un ricco speciale di video, foto e blog.
Se anche tu hai qualcosa da chiedere o da dire al Ministro, sei vuoi spiegare le tue ragioni a sostegno o contro questa riforma collegati sul portale ustation.

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Anna Adamolo _ Onda Anomala

Universication - Ven, 10/30/2009 - 17:40

Anna Adamolo /

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Riforma: cosa chiedi alla Gelmini?

Universication - Ven, 10/30/2009 - 14:23

Giro di boa per la riforma dell’Università, approvata dal Consiglio dei Ministri.
Ecco cosa cambia.
E voi, studenti, ricercatori, docenti cosa pensate della riforma? Cosa voreste dire o chiedere al Ministro Gelmini?
Caricate su ustation le vostre videodomande nella categoria “domande alla Gelmini”, scriveteci i vostri quesiti nei commenti al post Riforma:cosa chiedi alla Gelmini? o mandatele alla nostra mail redazione@ustation.it
Le raccoglieremo e le proporremo alla diretta interessata

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Universication in TV

Universication - Lun, 10/26/2009 - 23:31

Dal 20 settembre Universication è un programma Tv in onda su la7.

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