Generali
Docenti a contratto: parte la class action
Secondo un articolo di repubblica.it, il Codacons sta organizzando una “class action” per risarcire i quasi 50.000 docenti a contratto delle università, ingiustamente discriminati nel reddito e nei diritti rispetto ai loro colleghi di ruolo (associati e ordinari). Per il momento, ciascun docente interessato dovrà presentare un ricorso al TAR individuale a proprie spese, e solo in un secondo momento partirà l’azione collettiva vera, propria e gratuita. Per chiedere informazioni e aderire, bisogna iscriversi alla mailing list apposita, mandando una mail all’indirizzo professoriacontratto@codacons.it. Non sentivate la mancanza di un’altra mailing list?
Ma il vero interrogativo è questo: perché il Codacons promuove una class action, mentre nessun sindacato ha mai fatto nemmeno una causa sulla situazione stranota dei docenti a contratto, pagati poco o nulla e di solito in ritardo di anni?
Rompiamo il muro di complicità, isoliamo Israele
L'assassinio compiuto sulle navi della Freedom Flottilla il 31 Maggio scorso va considerato come l’ennesimo atto di forza da parte del Governo Israeliano.
L’offensiva armata in acque internazionali ai danni di un convoglio umanitario è un chiaro esempio della possibilità di agire a dispetto delle più elementari forme di convivenza tra nazioni, e il fatto di stremare l’intera popolazione palestinese è di per sé un’azione criminale. >> continua
NESSUN PROFITTO SUI NOSTRI DIRITTI, NESSUN PROFITTO SU ACQUA E SAPERI!
L’acqua rappresenta il bene comune per eccellenza e l’accesso all’acqua è un diritto fondamentale degli esseri umani, in quanto bene essenziale alla vita, ma cosa succede se viene invece considerata come un qualsiasi bene di consumo? Ovvero né più né meno che un prodotto da consegnare al mercato del libero scambio, una qualsiasi merce su cui le società private possono ricavare profitti e ingrossarsi le tasche, determinando peraltro considerevoli aumenti sulle bollette dei cittadini e su cui la malavita locale può ulteriormente speculare. >> continua
La Scuola finisce ma le proteste continuano!
(Da roma.repubblica.it)Anche questo anno scolastico se ne va e il mondo della scuola celebra a modo suo, tra feste e funerali, gavettoni 'ribelli' e omelie alle discipline mutilate, il momento di profonda preoccupazione di giovani e insegnanti.
Il funerale della scuola pubblica
Un'omelia funebre per ogni disciplina mutilata, alla fine della quale è stato liberato un palloncino nero. Campane a morto e proiezione di video sull'istruzione secondo letterati come Victor Hugo. >> continua
Nora vi saluta e vi indirizza alla nuova mailing list
"Gelmini = squola in mutande". Sit-in genitori e prof in intimo
(Da roma.repubblica.it) Traffico in tilt su via Flaminia per la protesta in slip e reggiseno contro i tagli all'istruzione. I manifestanti, vestiti solo in reggiseno e slip, durante l'orario di inizio delle lezioni sono saliti su un cavalcavia pedonale nella zona della stazione di Grottarossa, esponendo ognuno una lettera per formare la scritta della loro protesta. Sotto il cavalcavia il traffico di automobilisti sorpresi
Comunicato stampa Coordinamento dei Collettivi sul divieto della rassegna cinematografica Queer in Action
Oggi 8 giugno si sarebbe dovuto tenere alla Sapienza il primo appuntamento della rassegna cinematografica "Queer in action". A pochi giorni dalla rassegna, il rettore Frati decide di ritirare l'autorizzazione adducendo a motivi di burocrazia e di ordine pubblico. Riteniamo che il ritiro da parte del Rettore Frati dell'autorizzazione di un'iniziativa, che mette al centro le tematiche lgbtiq e promossa da studenti di questa università sia un fatto grave di fronte al quale non è possibile tacere.
Pensiamo che il timore di attacchi omofobi, dichiarato da Frati, non possa essere un motivo valido per vietare un'iniziativa culturale che apre spazi di riflessione e dibattito su temi che ancora oggi non trovano spazio nella nostra università. >> continua
Contro la manovra: aggiornamenti
Oltre alle occupazioni di Isfol, poi dell’Isae, quindi dell’Ispesl, dopo le numerose manifestazioni e agitazioni negli enti di ricerca, sono state tante le inziative in campo contro la manovra “correttiva” del governo.
Sabato scorso, come annunciato, si sono svolti i cortei organizzati dai sindacati Usb e Cobas: secondo gli organizzatori 25mila persone hanno sfilato a Roma e 10mila a Milano.
Poi ha manifestato il mondo della cultura, a Piazza Navona.
Lunedì hanno manifestato gli enti di ricerca sotto al MIUR.
Giovedì 10 giugno dalle 16.30 alle 20.00 a Piazza Navona i precari dell’Ispra metterano in piazza il loro “spettacolo” Non sparate alla ricerca.
Il 12 giugno, questo sabato, sarà la volta della Cgil, in piazza a Roma con lo slogan “tutto sulle nostre spalle”.
Nella scuola, dopo le occupazioni degli uffici provinciali patrocinate dalla Flc Cgil, si preannuncia lo sciopero degli scrutini nella scuola, indetto dai Cobas. Ma da qualche parte si è arrivati già allo sciopero della fame.
Il 19 giugno, il sabato dopo, anche il PD sta preparando la sua manifestazione contro la manovra.
A fine mese, probabilmente venerdì 25 giugno, la Cgil ha programmato lo sciopero generale.
[qui il servizio di Annozero dello scorso giovedì sugli "enti inutili", come l'Isae e l'Ispesl]
Cara diaria
A causa della manovra finanziaria, l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) ha sospeso il pagamento della diaria per le missioni estere, anche quelle già in corso. Questo provvedimento rende pressoché impossibile continuare il lavoro nelle collaborazioni internazionali ed è, come al solito, particolarmente punitivo nei confronti di dottorandi ed assegnisti che passano molto tempo all’estero. Contro questo andazzo, c’è una petizione da firmare e diffondere qui.
VENERDI’ 4 GIUGNO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA
All’alba del 31 maggio la Marina militare israeliana ha attaccato in acque internazionali le navi della Freedom Flotilla che, con 10.000 tonnellate di aiuti umanitari e circa 700 attivisti internazionali a bordo, si dirigevano verso le coste di Gaza. L’assalto ha provocato una strage tra gli internazionali, decine di feriti e il sequestro degli attivisti; a diverse ore dall’attacco non si hanno ancora notizie sulle loro condizioni, se non che sono ancora rinchiusi nelle prigioni israeliane del deserto del Neghev. >> continua
COMUNICATO sull’aggressione del governo israeliano alle navi dei pacifisti
Alla luce di quanto avvenuto ieri per mano del governo israeliano contro le navi dei pacifisti che portavano aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, il “Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma”, riunitosi in data odierna in assemblea, esprime disagio per le indecenti e riduttive dichiarazioni del governo italiano, denuncia la non ferma posizione dell’ONU che non ha condannato in modo esplicito l’azione di guerra del governo israeliano, ma adotta una risoluzione di condanna di ”atti che hanno portato alla perdita di vite u >> continua
LA LOTTA PAGA: A REGGIO CALABRIA GLI STUDENTI IMPEDISCONO IL TAGLIO ALLE BORSE DI STUDIO
Ci hanno provato. In verità ci erano quasi riusciti a fare passare sotto traccia una diminuzione delle borse di studio della metà, introducendo per la prima volta (all’Università Mediterranea) la figura dell’idoneo non beneficiario. Ma non gli è riuscito. Ecco cosa non ha funzionato, ma andiamo per ordine.
A Reggio Calabria, come nel resto d’Italia grosso modo, il pagamento delle borse di studio è affidato ad agenzie regionali, dipendenti quindi della rispettiva giunta. Nel 2009 la Regione Calabria “dismette” sostanzialmente l’agenzia per il diritto allo studio rivolta alla Mediterranea in favore dell’Università stessa. Si avviano così le procedure, legislative e burocratiche, per attuare questo passaggio di competenze. Detto in parole povere il “passaggio” da agenzia regionale a “ufficio” dell’Ateneo ha comportato che non vi è più un bilancio specifico per l’agenzia, ma tutto viene integrato nel bilancio dell’Ateneo. >> continua
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