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Comunicato stampa dei Collettivi della Sapienza – Ateneinrivolta.org

ateneinrivolta - Mer, 09/01/2010 - 13:19

“Contro il numero chiuso e la falsa meritocrazia, apriamo un autunno di rivolte!”

Come ogni anno a settembre si svolgeranno i test d’ ingresso per accedere ai corsi di laurea delle facoltà a numero chiuso.
Un fenomeno, quello del numero chiuso, che si sta estendendo a tutte le facoltà, anche quelle tradizionalmente a numero aperto. Quiz a crocette, selezione, debiti formativi: elementi giustificati dal governo nel nome della meritocrazia e della qualità didattica, ma che in realtà sono il frutto dei continui attacchi all’università pubblica italiana perpetrati dai governi a suon di tagli, negazione del diritto allo studio e dequalificazione del sapere.
La parola meritocrazia, come la intende il governo, nasconde in realtà un progetto politico preciso: quello di farla finita con l’università pubblica di massa, escludendo dalla formazione universitaria le fasce più deboli della società.
Su questo punto vorremmo fare chiarezza: non può esserci una giusta meritocrazia se prima non si garantisce il diritto allo studio per tutti. >> continua

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Test universitari "lotteria per fare cassa"

ateneinrivolta - Mer, 09/01/2010 - 13:15

Manifestazioni e blitz contro "la falsa meritocrazia" e i test per l'accesso al numero chiuso delle facoltà usati dagli atenei "solo per fare cassa". Ad annunciare "un autunno di lotta contro la lotteria dei quiz d'ingresso" è il Coordinamento dei Collettivi universitari, che promette anche azioni di protesta, alla Sapienza così come negli altri atenei pubblici, in concomitanza con le prove d'accesso alle facoltà a numero chiuso, iniziando questa settimana dal test d'ingresso a Medicina
di VIOLA GIANNOLI (da Repubblica.it) >> continua

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Approvazione DDL Università: tanti difetti per un provvedimento da cambiare

Ultime Notizie Adi - Gio, 07/29/2010 - 20:44
L'ADI, Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, esprime grande insoddisfazione per l'approvazione del DDL sull'Università. Si tratta, con tutta...
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Le misure del Governo Berlusconi per Università e ricerca: una "cura" che ucciderà il paziente

SALVARE LA RICERCA - Gio, 07/22/2010 - 19:52
UNIVERSITA' E RICERCA: UNA CURA CHE NON UCCIDA IL PAZIENTE

Le misure finanziarie che il governo Berlusconi sta per approvare prevedono, tra l’altro, tagli pesanti e indiscriminati all’università e alla ricerca pubbliche.
 Questi tagli arrivano dopo anni di costante declino dei finanziamenti, in assenza un sistema, serio e internazionalmente riconosciuto, di valutazione della ricerca e della didattica.


L’università e la ricerca in Italia hanno senza dubbio bisogno di una cura, che però non uccida il paziente! Per un vero risanamento sono necessarie misure efficaci che introducano un sistema di valutazione rigoroso e trasparente, allo scopo di colpire aree di improduttività e nepotismo. In assenza di ciò, i tagli indiscriminati del governo Berlusconi penalizzeranno solo le componenti attive e vitali degli Atenei e dei centri di ricerca, quelle che da anni lavorano e producono, pur tra mille difficoltà. Se le misure verranno attuate, si avranno effetti devastanti per lo sviluppo culturale e tecnologico di tutto il paese.

Patrizia Lavia, ricercatrice IBPM, CNR-Roma
Patrizio Dimitri, Professore di Genetica, Università La Sapienza
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Alison Abbott commenta su Nature il triste momento di Università e Ricerca pubbliche, fatte a pezzi dai tagli del Governo Berlusconi

SALVARE LA RICERCA - Gio, 07/22/2010 - 19:44
Questo è senza dubbio il peggior momento mai attraversato da università e ricerca in Italia, anche la rivista Nature se ne sta occupando. Insieme ad altri colleghi abbiamo inviato dei commenti alla giornalista Alison Abbott che ha scritto un bel pezzo a riguardo (http://www.nature.com/news/2010/300610/full/466016b.html). Chi vuole può partecipare.
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Non c’è posto per te

precaridellaricerca - Mar, 07/20/2010 - 07:42

Invitiamo a firmare la petizione on line. Di seguito il testo:

NON C’E` POSTO PER TE

Appello a ricercatori, professori, personale TA, studenti che hanno a cuore l’Università e il suo, nostro, futuro.

In data 8 luglio 2010 la CRUI (che, lo ricordiamo, altro non dovrebbe essere che una libera associazione privata, priva di qualsiasi ruolo o funzione istituzionali) ha votato all’unanimità una mozione (http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1916) in cui, intervenendo sul DDL 1905 in imminente discussione parlamentare, delinea le sue proposte in materia di riforma dell’ordinamento e del reclutamento universitari.

Come precari della ricerca, interessati al futuro dell’università e non solo alle nostre prospettive lavorative, intendiamo rendere pubblici la nostra interpretazione e il nostro giudizio sulla mozione, non dimentichi della straordinaria protesta che i ricercatori stanno portando avanti da mesi per una riforma seria e lungimirante dell’università.

Ci preme infatti denunciare come la mozione pretenda di favorire promozioni interne a totale scapito del reclutamento. Se tali proposte venissero accolte, gli effetti sul futuro nemmeno tanto lontano dell’università sarebbero certamente nefasti: invecchiamento del corpo docente, perdita di competitività della ricerca (basata, lo ricordiamo, anche sul lavoro di molti precari), fuga di cervelli e quindi di finanziamenti, in parole povere la notte dell’università italiana.

In dettaglio, vista la dichiarata scarsità di fondi ordinari attuale e futura, ci pare che i punti salienti (aumento delle quote per promozioni interne, 2000 passaggi RU->PA all’anno e chiamate a professore aggregato) avrebbero questi effetti:

1) L’azzeramento della prospettiva di reclutamento di nuove leve per i prossimi 10 anni, che avrebbe pesantissime conseguenze per i giovani ma anche per le migliaia di precari meritevoli che hanno pagato e continuano a pagare una gestione dell’università unicamente rivolta ad abbassare il costo del lavoro di chi è in posizione più debole (precari della ricerca, TA, ricercatori). Inoltre, indipendentemente dall’aspetto sociale, vogliamo notare che il taglio di una componente vitale e creativa del personale didattico e di ricerca non può che arrecare un danno anche all’università stessa.

2) Allo stesso tempo, le proposte di progressione preferenziale, che nei fatti si configurano come una vera ope legis, interesserebbero soprattutto i ricercatori più anziani per i quali il costo di una promozione è nullo o limitato. Ancora una volta con grave danno per i ricercatori più giovani e in maniera del tutto indipendente dal merito. Ed è chiaro che una mortificazione del merito anche tra i ricercatori finirebbe per tradursi in un ulteriore colpo al sistema universitario.

3) In questo quadro, anche le garanzie richieste per i contratti di tenure track (che nel DDL attuale andrebbe più propriamente chiamata tenure trash) appaiono del tutto demagogiche, dal momento che i pochi fondi per bandire tali posizioni saranno largamente fagocitati dalle progressioni di cui sopra.

Lascia allibiti lo smaccato tentativo di barattare il futuro dell’università per un “piatto di lenticchie” da offrire ai ricercatori, nella speranza che questo sia sufficiente a far partire il prossimo anno accademico; piatto di lenticchie, tra l’altro, probabilmente virtuale in quanto è del tutto dubbio che i posti promessi arriveranno realmente anche in caso di approvazione della richiesta. Ricordiamo, a chi la avesse dimenticata, la tragicomica vicenda del reclutamento Mussi, che ha di fatto sostituito il reclutamento ordinario ed è stato affossato dai tagli e dai ritardi governativi.

Ovviamente, se da una parte è giusto che l’università recluti e paghi i docenti di cui ha bisogno, ci rifiutiamo di assistere passivi allo spettacolo di un’Italia miope, capace solo di pensare riforme a totale carico delle generazioni future.

Per i motivi fin qui esposti

- stigmatizziamo l’iniziativa della CRUI come tendenziosa e incurante del futuro dell’università, iniziativa NON DEGNA di una categoria, quella dei rettori, che dovrebbe lavorare per l’interesse del nostro sistema accademico; piuttosto che lasciarsi sedurre dalla prospettiva degli smisurati poteri, al di fuori di ogni controllo terzo, che sarebbero loro concessi, essi farebbero bene ad interrompere la monotona litania di appelli per l’approvazione del ddl Gelmini e seguire l’esempio dei loro ben più coraggiosi predecessori che appena pochi anni fa minacciarono di dimettersi in blocco per tagli e provvedimenti che appaiono una miserevole quisquilia rispetto a ciò che il governo ha fatto e intende ancora fare;

- ci auguriamo che le componenti accademiche non si prestino a questo patetico gioco volto solo a sedare la protesta dei RTI, introducendo una corsia preferenziale e rendendosi così carnefici al tempo stesso dell’università e di due generazioni di ricercatori;

- ribadiamo la nostra SOLIDARIETA` ALLA PROTESTA dei ricercatori, riconoscendoci nei punti avanzati nel documento del 29 Aprile;

e aggiungiamo:

- che la drammatica situazione dei precari della ricerca e delle attività di ricerca nelle università richiede una soluzione individuabile solo in un RECLUTAMENTO STRAORDINARIO DI EMERGENZA, IN TERMINI DI CONCORSI, da finanziare adeguatamente;

- che questo può e deve avvenire nel contesto del ruolo unico in tre livelli proposto dalla rete 29 Aprile, in modo da non mettere in conflitto le diverse componenti del mondo della ricerca;

- che le risorse potrebbero e dovrebbero essere trovate mediante la riduzione a 65 ANNI dell’età pensionabile di tutti i docenti universitari con riutilizzo, senza alcun vincolo sul turnover, del budget reso disponibile per il reclutamento di nuovo personale;

- che è necessario adeguare le condizioni di lavoro dei precari dell’università a standard civili, come prescritto dalla Carta Europea dei Ricercatori, iniziando per esempio dal riconoscimento di un trattamento previdenziale e retributivo equiparato ai lavoratori strutturati.

Manifestiamo infine la nostra disponibilità ad un’assemblea di tutte le componenti coinvolte nella protesta, da tenersi dopo l’estate, con particolare riguardo a:

1) azioni per scongiurare la sostituzione dei ricercatori indisponibili da parte di precari ed esterni;

2) azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento verso gli studenti in vista dei disagi che dovranno sopportare. Il presente documento è rivolto a tutte quelle componenti del mondo universitario e della società consapevoli dei reali bisogni dell’università, e delle conseguenze nefaste di proposte quali quella della CRUI.

Invitiamo tutte le realtà di precari costituitesi spontaneamente nelle varie sedi locali a trovare luoghi comuni di discussione e, a questo fine, mettiamo a disposizione di tutti la mailing list “ricercatoriprecari‑dibattito+subscribe@googlegroups.com”.

Infine annunciamo un preliminare incontro nazionale, che intendiamo tenere nei prossimi giorni, al fine di promuovere un coordinamento dell’azione dei precari dell’università e programmare iniziative di protesta e mobilitazione in vista dei mesi autunnali. Al fianco dei ricercatori e degli studenti.

Primi firmatari:

Coordinamenti:

Precari Invisibili della Ricerca – Università della Calabria

Coordinamento Docenti Precari Unifi

Urbanistes sans papiers (Dipartimento di Urbanistica e pianificazione del territorio, Università di Firenze)

Coordinamento Precari dell’Università di Torino

Precari per il coordinamento delle mobilitazioni:

Leonardo Bargigli, assegnista – Università Politecnica delle Marche

Andrea Capocci – Post-doc – Università “La Sapienza” di Roma

Alvise Mattozzi, ex-assegnista in attesa di rinnovo e docente a contratto, Università Iuav di Venezia

Fabrizio Nesti, assegnista – Università di Ferrara (ex L’Aquila)

Luca Tomassini, assegnista – Università di Roma “Tor Vergata”

Paolo Ariano, assegnista – Università di Torino

Paola Milla, contrattista – Università di Torino

Luana Ceccarini, ex post-doc, docente a contratto – Università di Torino

Simona Dalmazzo, borsista – Università di Torino


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Niente anno accademico 2010/2011 alla Sapienza

ateneinrivolta - Dom, 07/18/2010 - 11:20

L'anno accademico 2010/2011 della Sapienza, la più grande università europea, è a rischio. I presidi delle 21 facoltà hanno firmato un documento in cui dichiarono l'impossibilità di sostenere l'offerta formativa con i tagli previsti dal governo

I ricercatori della Sapienza, il più grande ateneo d'Europa, avevano già protestato contro i tagli del Governo lo scorso martedì con la notte bianca della ricerca e gli appelli di esame tenuti di notte, a sostenere la loro battaglia sono stati però anche i presidi delle 21 facoltà dell'ateneo. >> continua

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COMUNICATO STAMPA DELL'ASSEMBLEA DEL CPS DEL 15 LUGLIO

ateneinrivolta - Ven, 07/16/2010 - 18:50

Il 15 luglio, nel corso del sit-in indetto dal CPS a P.zza Montecitorio, una delegazione di insegnanti precari, studenti, genitori e personale ata, ha incontrato il presidente della Commissione Cultura della Camera, per denunciare la grave situazione di disagio creatasi nella scuola in seguito ai tagli e per esprimere la propria contrarietà al progetto di istituzione di albi regionali e concorsi per reti di scuole per gestire il reclutamento. >> continua

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CON I PRECARI DELLA SCUOLA – PER IL DIRITTO ALLO STUDIO. IL 15 LUGLIO PRESIDIO A PIAZZA MONTECITORIO DALLE ORE 10

ateneinrivolta - Gio, 07/15/2010 - 12:11

Per il prossimo anno scolastico 2010/2011 è previsto un taglio di circa
3.500 posti di lavoro nel Lazio; insieme ai precari saranno espulse
professionalità preziose per la qualità della scuola, che attraverso una serie
di provvedimenti, dalle elementari alle superiori, è destinata ad un vero e
proprio impoverimento culturale e materiale.
Riduzione di orario e di materie, aule sovraffollate, cancellazione delle attività
di laboratorio, richieste di tempo pieno inevase, scomparsa d’indirizzi nella
scuola superiore, questo è il panorama nel quale sarà avviato il prossimo >> continua

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Sapienza, esami a luce di fiaccola contro il DDL Gelmini e la Finanziaria

ateneinrivolta - Gio, 07/15/2010 - 12:06

Duecento studenti hanno sostenuto gli esami tra le 21 di martedì e le 2 di mercoledì. Appelli contro i tagli

ROMA - Fiaccole per illuminare la prima “notte bianca” della facoltà di Lettere. Alla Sapienza è stata una lunga notte: dalle 21 di martedì alle 2 di mercoledì mattina, oltre 200 studenti hanno sostenuto gli esami. Appelli di protesta contro i tagli all’università pubblica e contro le novità contenute nel ddl di riforma accademico all’esame del Parlamento. Cattedre nei corridoi, commissioni schierate e studenti pronti al colloquio: alle 21, arriva anche il rettore Luigi Frati che, inizialmente, si era detto contrario all’iniziativa. >> continua

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La Sapienza, esami di notte contro i tagli Il rettore: "Caccerò ricercatori fannulloni"

ateneinrivolta - Lun, 07/05/2010 - 19:12

Alcuni docenti delle facoltà umanistiche dal 13 luglio svolgeranno le prove nelle ore di 'buio' per protesta. Frati: "Iniziativa folkloristica"

ROMA - Clima arroventato fuori e dentro l'Università La Sapienza, non solo per le temperature estive. Contro i tagli del governo, i docenti di alcune facoltà umanistiche hanno scelto una particolare forma di protesta, stabilendo in un primo tempo il blocco degli esami e poi decidendo che le prove di luglio alla Facoltà di Lettere si svolgeranno nelle ore notturne. Ma la protesta non piace al rettore, Luigi Frati, contestato da diversi docenti, ricercatori e studenti durante il suo intervento in una conferenza stampa dei presidi delle facoltà umanistiche, riuniti in un'aula dell'ateneo. >> continua

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Il governo Berlusconi vuole tagliare la tredicesima di ricercatori e docenti universitari

SALVARE LA RICERCA - Dom, 07/04/2010 - 17:01
Dopo aver già congelato gli scatti stipendiali di docenti e ricercatori universitari, il governo Berlusconi adesso minaccia di tagliare addirittura la tredicesima. Il provvedimento si riferisce anche a poliziotti, carabinieri, magistrati, diplomatici e insegnanti della scuola. Si tratta dell'ultima bella pensata di una maggioranza ormai allo sbando.
C'è da dire che scuola, università e ricerca pubbliche sono da sempre i capri espiatori di questo e di altri governi. Infatti, i tagli indiscriminati di Tremonti & co. hanno già messo in ginocchio questi settori fondamentali per la crescita culturale e lo sviluppo di un paese civile, ma ora si tocca il fondo.
Invece di dedicarsi alla "macelleria", perchè Tremonti non colpisce le rendite e i privilegi delle tante caste di questo paese? Per cominciare, potrebbe dimezzare ricchi stipendi e pensioni d'oro che vengono generosamente elargisti a ministri e parlamentari, riducendo i numerosi benefici della classe politica più pagata del mondo occidentale. Sarebbe un bel gesto ed un buon risparmio.
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Togli il bavaglio alla ricerca

precaridellaricerca - Sab, 07/03/2010 - 15:05


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2 LUGLIO, SAPIENZA: CONSIGLIO DI FACOLTA' STRAORDINARIO A LETTERE. POSSIBILE BLOCCO DELL'ANNO ACCADEMICO

ateneinrivolta - Ven, 07/02/2010 - 21:04

RESOCONTO DEL CONSIGLIO DI FACOLTA' STRAORDINARIO:

Oggi 2 luglio alle ore 11 si è tenuto a Lettere e Filosofia della Sapienza un Consiglio di Facoltà straordinario che ha deliberato ad ampia maggioranza il proseguimento della protesta dei docenti nella settimana che va dal 5 al 9 luglio. In quei giorni l’attività didattica sarà sostituita da forma di sensibilizzazione e informazione in merito alle manovre governative sull’università. >> continua

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ANCHE L'UNIVERSITA' DI REGGIO CALABRIA PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE!

ateneinrivolta - Ven, 07/02/2010 - 19:21

Comunicato dell'assemblea di Facoltà del 1 luglio 2010

L’Assemblea della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, convocata, in adesione alla proposta delle Organizzazioni Nazionali Universitarie di indire per la giornata odierna, in tutte le Università Italiane, Assemblee di Facoltà o di Ateneo; per testimoniare e ribadire la profonda contrarietà ai contenuti del DDL 1095 ed alle più recenti previsioni di intervento della attuale proposta di Manovra Finanziaria; >> continua

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DDL Gelmini, ovvero come regalare l’università pubblica ai privati. Analisi a cura dei Collettivi della Sapienza

ateneinrivolta - Gio, 07/01/2010 - 21:36

Ci siamo, l’università pubblica italiana quest’anno riceve il colpo di grazia!
Il ddl Gelmini è stato approvato in Consiglio dei Ministri e a breve intraprenderà il suo iter parlamentare. L’attacco questa volta è devastante, in nome di una falsa idea di merito si smantella definitivamente l’università pubblica. >> continua

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